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Autore: Maria Letizia Volpicelli

Sul mare luccica: una mostra dedicata a Santa Lucia

Nel mese di febbraio 2025, tornavo molto soddisfatta a casa dopo aver fatto acquisti ma mentre scendevo dall’autobus, mi squilla il telefono.
Era Lucia Tognocchi che mi chiedeva se volevo partecipare ad una mostra con la mia tessitura. Il tema era Santa Lucia e a maggio bisognava mandare la foto per il catalogo.

Santa Lucia? Ma io non sapevo nulla di Santi e per me i tempi erano stretti. Lucia non voleva occhi e mi avrebbe mandato un’immagine della Santa ritratta da Jacobello Del Fiore. La sera stessa feci uno schizzo che sarebbe stato il mio cartone. La visione del lavoro era in me e il giorno dopo feci una ricerca in casa dei materiali che mi sarebbero serviti e sono scesa in strada, mio luogo preferito di lavoro. Montato il telaio verticale sul cavalletto ho iniziato il mio arazzo, lavorando con passione tanto che a marzo era tutto finito.

“Sul mare luccica…” è il titolo della mostra dedicata alla Martire Siracusana promossa dall’Associazione Culturale Abruzzo inItinere in occasione dell’Anno Giubilare. L’associazione ha la finalità di far conoscere e valorizzare il territorio, la storia, l’arte, le tradizioni, le antichità.
L’esposizione, curata dall’archeologa Lucia Tognocchi in collaborazione con la storica e critica d’arte Stefania Severi, vede la partecipazione di venti autori che hanno affrontato il tema attraverso varie tecniche artistiche. Mostra variegata dove pittura, scultura, vetrata, mosaico, affresco, encausto, fotografia, merletto, arazzo, oreficeria, ferro battuto convivono con opere polimateriche e fiber art.

La mostra è stata concepita in modo itinerante con cinque sedi espositive partendo dall’Abruzzo dove la Santa è molto venerata e invocata dai pastori i quali ne hanno irradiato il culto lungo i percorsi tratturali. Il 22 agosto la mostra si è tenuta a Rocca di Mezzo a Villa Cidonio. A settembre sarà al Palazzetto dei Nobili de L’ Aquila per continuare ad ottobre a Roma in occasione dell’Anno Santo, nella Basilica di S. Cecilia. A Venezia, che secondo tradizione accoglie le spoglie della Santa, le opere saranno esposte a novembre alla Scuola Internazionale di Grafica, per terminare a Siracusa nel mese di dicembre in concomitanza con la festa della Santa Patrona che qui è nata.

Invito tutti a visitare questa singolare mostra, sicura che avranno una piacevole sorpresa.

Rocca di Mezzo – villa Cidonio 22-24 agosto

L’Aquila – Palazzetto dei Nobili 12-14 settembre

Roma – Basilica di Santa Maria in Trastevere 24-26 ottobre

Venezia – Scuola Internazionale di grafica 14-16 novembre

Siracusa – Ipogeo di Piazza Duomo 12-14 dicembre

Dal cuore alle mani

Nel primo piano del Palazzo Esposizioni a Roma sino al 13 Agosto 2025 c’è la fantastica mostra di Domenico Dolce e Stefano Gabbana curata da Florance Muller con le scenografie di Agence Galuchat.

La mostra è già stata a Parigi e Milano.
Con il mio gruppo romano di ricamo ci siamo regalate questa visita l’ultimo giorno dedicato ai nostri incontri, prima della pausa estiva e ne siamo rimaste entusiaste.

La retrospettiva si articola in un susseguirsi di sale immersive, ben quattordici, dove sono esposte oltre 200 opere d’arte tessile testimonianza della maestria artigianale del Made in Italy.
L’ispirazione ai due creativi viene dalle molteplici influenze culturali italiane: dall’arte, dall’architettura, dall’artigianato, dal folklore, dalla musica come l’opera e il balletto, dal teatro, dal cinema.

Nella prima sala troneggia il Colosseo, omaggio a Roma , che sovrasta abiti fatti con intrecci , pizzi, piume e decori incredibili. Poi si passa all’Arte e la Maestria del vetro dove i modelli con plastiche sagomate riproducono i vetri e i lampadari veneziani, in uno scintillio incredibile.
La terza sala è dedicata al Gattopardo e la quarta alle Tradizioni Siciliane.
Sala coloratissima ispirata ai carretti siciliani e all’opera dei pupi, teatro riprodotto in una borsa che ha subito attratto la mia attenzione.
Dopo tanto colore nella quinta sala, il Barocco Bianco, i materiali tessili ripropongono i candidi stucchi del barocco.

Si passa alla sala della Devozione, dove il Sacro Cuore che protegge l’artigianato artistico e che si trova in molte creazioni di Dolce e Gabbana è qui presentato su di un altare.
Nel Cuore di Milano, l’abito esposto rende omaggio alla statua della Madonnina, abito fatto in pizzo macramè dorato. La gonna quasi semisferica evoca la cupola della galleria Vittorio Emanuele II.
Nella sala ottava è l’Opera dove è esposto un magnifico vestito a strascico tempestato di rose.

E’ la sala nona, La sartoria Ornamenti e volumi che ha attratto maggiormente la nostra attenzione.
Banconi da lavoro dove sarti, ricamatrici e tanti artigiani hanno realizzato con le loro mani tutte queste opere nate dal cuore.
Seguono: la sala decima con Vestire l’Architettura e la Pittura, la sala undicesima con le Divinità in Sogno con capi che si rifanno ai mosaici.
Anatomia sartoriale con corsetti per donna e per uomo, avvolta in una semioscurità. Cinema con riprese di Giuseppe Tornatore dedicate ai due stilisti.
Ultima è l’Arte Sarda con gonne a punto pibiones dei tappeti sardi e corsetti che si rifanno ai lavori in filigrana.

Una mostra interessante che sono felice di aver visto e dove ho imparato tante cose

Trame di terra e di cielo

Mostra a cura di Filatura di Fabiano al Palazzo della Cancelleria Vaticana a Roma,
piazza della Cancelleria dal 19 al 24 Aprile 2025.

La Filatura di Fabiano, a Montemurlo produce filati pregiati ed è impegnata nella ricerca e riscoperta delle lane e sete autoctone della Calabria ma al contempo amplia il suo progetto di far rinascere il territorio affiancando alle lane autoctone la fibra di alpaca proveniente dalle Ande sudamericane.

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Il femminile nell’Arte | Tessile senza confini

Nella sede dell’Accademia d’Ungheria in Roma situata a Palazzo Falconieri in via Giulia 1, dal 6 dicembre al 28 febbraio 2025, è esposta la mostra “Il femminile nell’Arte|Tessile senza confini” a cura dell’artista tessile Eleonora Pasqualetti e dello storico dell’Arte Màrton Keppel.

Indira Ma’der In principio era il Verbo

Insieme ai lavori delle artiste ungheresi sono esposte le opere di tre artiste italiane presentate dalla curatrice d’arte contemporanea Barbara Pavan e sono Lisa Mara Batacchi con The world is so far reversed, arazzo tessuto a mano con sete di varia provenienza, Silvia Beccaria con il trittico Attimi fuggenti composto da pellicola celluloide super 8 intrecciata a mano e poi Mara Di Giammatteo con S’incomincia, arazzo foto avanti /retro realizzato con lana bianca e nera.

Dice Màrton Keppel che il linguaggio universale dell’arte crea possibilità di dialogo tra le diverse nazioni. L’idea dell’assenza di confini prende forma in questa mostra attraverso l’arte tessile.

In Ungheria quest’arte è rappresentata quasi esclusivamente da donne e Noémi Ferenczy (1890- 1957) ne è considerata la fondatrice. Essa elevò l’arte applicata dell’arazzo al rango della Grande Arte.

Ferenczy fu docente presso l’Accademia Ungherese di Arti Applicate di Budapest e le artiste esposte nella presente mostra hanno studiato nello stesso ateneo ispirandosi alla sua eredità spirituale.

Esse fanno parte di un gruppo d’artisti membri dell’Associazione Ungherese degli artisti dell’arazzo, fondata nel1996 che forma una comunità dedicata alla realizzazione di opere che riflettono le questioni più attuali dello spirito del tempo e che, selezionate, sono ora esposte in questa mostra.

Le opere delle venti artiste ungheresi insieme a quelle delle artiste italiane realizzano a pieno il titolo della mostra che ribadisce il concetto dell’arte dell’arazzo e dell’arte femminile, capaci di abbattere i confini.

Le differenze nazionali, di genere, di tecnica e culturali nelle loro opere si dissolvono. Gli arazzi sono esposti in tre sale contigue che guidano il visitatore in un cammino dalla tradizione all’avanguardia.

Di Zelenàk Katalin è Prospettiva invisibile, con tecnica ad alto liccio. Dice la nota: “…I fili sospesi e il volto del ritratto che quarda lontano, come se scrutasse un pertugio del tempo futuro …verso l’ignoto dove tutto può accadere…”.

Indira Màder nel suo In principio era il Verbo esprime il livello sacrale del significato dell’acqua, simboleggia il flusso della vita, metafora della purificazione e della rinascita ad una nuova vita.

Nòra Tàpai in Ieri, Oggi, Domani presenta le tre fasi dell’esistenza della Terra. Tre forme che simboleggiano le parti di un processo. L’unità che si crea dalla frammentazione iniziale, si dissolve nuovamente. Nell’ultima sala è il lavoro di Hajnal Baràth, Quando il canone si disintegra 2 .

Viviamo in un mondo in cui i vecchi canoni si stanno disintegrando, raffigurati dalle bende nere strettamente legate tra loro. Le linee rosse simboleggiano percorsi individuali, possibilità in cerca di sé stesse. Nulla è certo e definitivo.

 

Stranieri ovunque

Sessantesima Esposizione Internazionale D’Arte a Venezia

La Biennale Arte 2024 punta i riflettori su immigrati, espatriati, emigrati o rifugiati che si muovono tra il Sud e il Nord del mondo, ma anche a maestri d’arte che si sono sentiti estranei perfino a casa propria, appartenenti a diversità rispetto a quanto è tradizionalmente considerato “normale”.

Bordadoras de Isla Negra

Percorrendo i tanti padiglioni  dei Giardini e dell’Arsenale si intuisce una volontà esplicita di  dare risalto ad opere che usano il linguaggio del tessile.

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Indumenti poetici di Anna Maria Scocozza

Al secondo piano dell’elegante villino a via Pasquale Stanislao Mancini 20, casa romana di Hendrik Chistian Andersen ora museo a lui intitolato, dal 3 all’11 aprile si tiene la mostra della romana Anna Maria Scocozza “Indumenti poetici -La bellezza della carta ricreata”.
La mostra è curata da Valentina Filamingo.

La visione delle sue opere è unica.
Un guardaroba di abiti, lingerie, scarpe. Apparentemente oggetti usati dal mondo femminile, oggetti di consumo, che ci spingono però a guardare oltre.

Se da una parte siamo toccati dalla loro leggerezza e bellezza, dall’altra siamo spinti verso lo spazio emotivo femminile con le sue intime lacerazioni e sofferenze. Tutte queste opere sono state realizzate con la carta e in particolare con la carta riciclata.

“Gli indumenti poetici” sono costruiti con ciò che viene scartato e inutilizzato: cartone tagliato e arrotolato, vecchi libri riciclati, talvolta filati. Il riuso è uno stimolo a un’educazione sempre più sostenibile, come valore e dovere umano.
La Scocozza ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero, e le sue opere si trovano presso Musei, Fondazioni e Collezioni italiane e straniere.

 

Fragile Ecosystem

All’Orto Botanico di Roma dall’8 marzo al 6 aprile 2024, nella Serra Espositiva, Giulia Pompilj presenta la sua installazione Fragile Ecosystem.

Entrando, si è accolti da lunghi teli di cotone leggero, tenuemente colorati che vibrano attraversati dal vento e ti invitano ad immergerti in un ambiente impalpabile, un mondo altro, che ti da la sensazione dell’effimero e di come tutto è fragile pronto a dissolversi in un nulla.

Giulia mi fa da guida e mi parla della sua passione per la tintura con le erbe, infatti i teli li ha tinti usando ad esempio le bucce delle cipolle rosse e di quelle bianche, cosi come il legno proveniente dal Brasile.
Mi fa notare come alcuni teli sono quasi bianchi, ma anche quelli sono tinti perché usa lo stesso bagno di colore varie volte fino a che il colore quasi scompare. Non ci deve essere spreco, tutto va usato per il rispetto di un ambiente che sta rischiando l’estinzione.

La sua opera è un messaggio forte per la salvaguardia di ciò che ci circonda, a partire dalla natura che è la nostra fonte di vita.

La Pompilj si è laureata presso la Design Academy Eindhoven nei Paesi Bassi nel dipartimento “Food Non-Food” ma è in Perù che ha appreso le tecniche dell’uso della tintura naturale e considera questa forma di ricerca come un potente mezzo di comunicazione.

Remanso – dieci prospettive sulla Fiber Art

Il 9 Ottobre 2022 si è aperta a Roma nell’Ex Cartiera Latina a via Appia Antica 42, la Mostra“ Reflections on Fiber Art Remanso” che sarà aperta ogni giorno dalle 9.30 alle16.30 sino al 22 Ottobre.
Questa interessante mostra è stata curata dalla pittrice argentina Maria Constanza Villareal con la collaborazione di Vittorio Beltrami.

Constanza Villareal, Acqua dolce

In esposizione vi sono dieci artisti nazionali ed internazionali che vivono a Roma e che lavorano con la fibra raccontando ed interpretando le mille sfaccettature della manipolazione e sperimentazione della Fiber Art, spingendosi a superare i limiti materiali utilizzati, ognuno con il proprio stile personale ed unico.

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Maria Lai, una retrospettiva a Roma

Se volete farvi un regalo, venite a Roma ed andate a vedere la mostra curata da Bartolomeo Pietromarchi e Luigia Lonardelli che celebra il centenario di Maria Lai (1919-2013) allestita al MAXXI fino al 12 gennaio 2020.

Telaio del meriggio

Tenendo per mano l’ombra”, una esposizione ‘sorella’ che raccoglie oltre 140 pezzi donati dall’artista stessa, è in mostra alla Stazione dell’Arte di Ulassai, paese di origine dell’artista.

Questa mostra di Roma, organizzata in cinque sezioni che raccolgono le opere in famiglie aperte, comprende circa duecento lavori, realizzati dagli anni Sessanta in poi quando l’artista si allontanò dal figurativo per sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali extra pittorici in un dialogo costante con le avanguardie.

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L’Arazzeria Scassa a Venezia

A Venezia per un breve soggiorno ho intravisto un manifesto affisso da tempo: Da Kandinsky a Botero -Tutti in un filo – L’Arazzeria Scassa e l’arte del ‘ 900. Ho chiesto ad amici e ho scoperto che la mostra era a Palazzo Zaguri, in Campo San Maurizio, aperta sino al 1° settembre 2019.

Gli arazzi sono disposti nelle varie sale in dialogo con opere d’arte contemporanea, quali sculture, pitture, disegni e testi, ci sono dei video che ti fanno da guida e ti fanno rivivere e capire il lavoro svolto, delle fotografie dei committenti, degli artisti e delle operaie all’opera, ed infine reperti archeologici che ci illustrano l’origine della tessitura attraverso manufatti dell’antica civiltà egizia che Donatella Avanzo, curatrice della mostra, ha voluto esporre per significare la continuità del passato nel presente.

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