Open studios

Bella ed effimera la mostra Narrazioni simultanee da assemblare in silenzio: inaugurata il 7 settembre alle 17,  è stata chiusa alle 24 dello stesso giorno.

Occasione è stata l’apertura al pubblico degli studi animati da artisti in residenza a Villa Romana, istituzione che ospita eventi ed esposizioni aperte ad una scena internazionale, sostenuta dal governo tedesco a Firenze.

L’artista cilena operante a Berlino, Marcela Moraga, in residenza nel 2019, ha curato la mostra, esponendo due suoi lavori e ospitando opere di altri artisti, di diversa origine ed esperienza.

Dieci i lavori presenti, realizzati in diverse tecniche ma tutti strettamente legati alla tessilità: dal grande lavoro collettivo disposto sul pavimento – Fuori dal Trecciato, di Emanuela Baldi, Manuela Mancioppi e Tatiana Villani – al raffinato ciclo La dama del verziere, broccato sapientemente da Graziella Guidotti.

Graziella Guidotti, La dama del verziere, 2017

Interessante l’opera ricamata titolata Landscape da Arianna Moroder, e Dream up dell’artista francese residente a Prato Rachel Morellet.

Un vero peccato non poter tornare a vederla: la mostra meritava di rimanere allestita più a lungo.

Omaggio a Grazia Deledda

La riproduzione dell’ultima opera pubblica di Maria Lai, dedicata al Premio Nobel Grazia Deledda, sarà esposta nei giorni 20-22 settembre al Villaggio Leumann di Collegno (TO) durante la manifestazione Filo lungo filo, un nodo si farà.

 

 

Nato da un’idea di Giuditta Sireus, manager culturale villacidrese, Andando via – Omaggio a Grazia Deledda è la riproduzione tessuta dell’opera d’arte omonima realizzata da Maria Lai a Nuoro, a pochi passi dalla chiesa della Solitudine, luogo che custodisce le spoglie della scrittrice Premio Nobel.

Il progetto ha unito ventidue centri tessili nella realizzazione di un’opera corale senza precedenti.

Grazie alla collaborazione dell’Archivio Maria Lai e della sua presidente Maria Sofia Pisu, la designer Paulina Herrera Letelier ha convertito in modelli da tessere i disegni originali di Maria Lai affinché potessero dare vita, grazie al magistrale lavoro delle tessitrici di Sardegna, alla riproduzione dell’opera dedicata alla Deledda.

Il progetto ha creato una rete tra i laboratori e i territori in cui operano, favorendo la collaborazione tra le tessitrici, impegnate per la prima volta in un comune progetto di filiera.

Per il suo alto valore artistico e culturale, l’iniziativa ha ottenuto il patrocinio di ventitré Comuni sardi e della Regione Autonoma della Sardegna, oltre al sostegno di numerosi partner pubblici e privati.

Maria Lai, una retrospettiva a Roma

Se volete farvi un regalo, venite a Roma ed andate a vedere la mostra curata da Bartolomeo Pietromarchi e Luigia Lonardelli che celebra il centenario di Maria Lai (1919-2013) allestita al MAXXI fino al 12 gennaio 2020.

Telaio del meriggio

Tenendo per mano l’ombra”, una esposizione ‘sorella’ che raccoglie oltre 140 pezzi donati dall’artista stessa, è in mostra alla Stazione dell’Arte di Ulassai, paese di origine dell’artista.

Questa mostra di Roma, organizzata in cinque sezioni che raccolgono le opere in famiglie aperte, comprende circa duecento lavori, realizzati dagli anni Sessanta in poi quando l’artista si allontanò dal figurativo per sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali extra pittorici in un dialogo costante con le avanguardie.
Lavori che  stabiliscono un ponte tra la Sardegna e il mondo, mai incline al folclore, anche se la sua terra è stata fonte inesauribile di ispirazione.

Un consiglio che vi posso dare andando a vedere questa mostra è di vedere anche i vari filmati, dove Maria Lai, sorridente, ci parla, ci spiega e ci conduce per mano con dolcezza.

Maria Lai – Tenendo per mano il sole – 19 Giugno 2019 – 12 Gennaio 2020
MAXXI, Museo Nazionale delle arti del XXI° secolo, Roma Via Guido Reni 4/a

Ordito ad Aggius

Italia ebraica: i tessuti

La Galleria degli Uffizi fino al 27 ottobre 2019 negli spazi adiacenti il bookshop al piano terreno propone una mostra veramente interessante: Tutti i colori dell’Italia ebraica. La storia degli ebrei italiani osservata da una prospettiva inedita, quella dell’arte del tessuto.

La comunità più antica della diaspora ebraica, quella italiana, presente nel nostro territorio da più di duemila anni, ha avuto nei tessili un ambito di lavoro e di espressione. Quello degli straccivendoli era uno dei pochi mestieri loro consentiti.

Oltre a frammenti minuti, provenienti da recuperi disparati, raccoglievano anche tessuti aulici fuori moda, per assemblarli in mirabili oggetti da adibire al culto ed alla decorazione delle sinagoghe.

Le comunità ebraiche si sono interfacciate con le città in cui risiedevano, assorbendone i repertori decorativi. Il loro particolare status ha permesso loro di fungere da ponte fra le culture del Medio Oriente e quelle locali.

Fra gli oggetti in mostra ve ne sono alcuni realizzati negli opifici ottomani o addirittura in lontano oriente, provenienti dalle collezioni di molte comunità ebraiche italiane, dal Museo Ebraico di Roma, dal V&A e  dal Jewish Museum di New York.

Il precorso espositivo è organizzato  cronologicamente, concludendo con alcuni elaborati frutto della presenza ebraica in Italia: Roberta di Camerino – all’anagrafe Giuliana Coen,  –  ed Emauele Luzzati, fra gli altri.

Curatrici sono Dora Liscia Bemporad, docente all’Università di Firenze e Olga Melasecchi direttrice del Museo Ebraico di Roma.

Un mostra da visitare quindi con la massima attenzione. 

 

27 giugno- 27 ottobre 2019
Tutti i colori dell’Italia ebraica: Tessuti preziosi dal Tempio di Gerusalemme al prêt-à-porter
Aula Magliabechiana – Gli Uffizi, piazzale degli Uffizi, Firenze
orario: martedì – domenica ore 8.15 – 18.50 (lunedì chiuso)
la mostra è inclusa nel biglietto degli Uffizi

Catalogo Giunti

Romanzo breve di moda maschile

Titolo poetico, quello attributo da Olivier Saillard  alla mostra-evento allestita al Museo della Moda e del Costume di Firenze dal 12 giugno al 29 settembre 2019.

Nelle Sale della Galleria del Costume, all’interno di Palazzo Pitti, sono allestiti capi che testimoniano trent’anni di Pitti Uomo, il maggior evento del settore: capi che hanno fatto la storia della moda maschile.

In un allestimento raffinato e molto curato si trovano rappresentate diverse idee di mascolinità: dal dandy al macho, dall’uomo che non trascura la decorazione ed il divertimento, a quello che si affida al rigore borghese ottocentesco.

Si parte da quest’ultimo, nella prima sala e procedendo si verifica come, a partire dagli anni ’80, si affaccino nella moda da uomo elementi un tempo riservati all’abbigliamento femminile: il colore, le decorazioni, i ricami…  Particolarmente stimolante è l’accostamento fra i capi realizzati da sarti e stilisti attuali con capi maschili del ‘700.

In una saletta sono proiettati sfilate e filmati di eventi speciali organizzati durante Pitti Uomo, svoltisi in più location cittadine, con stili ed ispirazioni sempre diversi.

Molti dei capi sono stati donati da Fondazione Pitti Discovery al Museo della Moda, vanno quindi a costituire un fondo importante per l’evoluzione del menswear.

Il biglietto d’ingresso permette di vedere la Galleria Palatina ed il Museo di Arte Moderna, oltre alle mostre temporanee.

L’Arazzeria Scassa a Venezia

A Venezia per un breve soggiorno ho intravisto un manifesto affisso da tempo: Da Kandinsky a Botero -Tutti in un filo – L’Arazzeria Scassa e l’arte del ‘ 900. Ho chiesto ad amici e ho scoperto che la mostra era a Palazzo Zaguri, in Campo San Maurizio, aperta sino al 1° settembre 2019.

Gli arazzi sono disposti nelle varie sale in dialogo con opere d’arte contemporanea, quali sculture, pitture, disegni e testi, ci sono dei video che ti fanno da guida e ti fanno rivivere e capire il lavoro svolto, delle fotografie dei committenti, degli artisti e delle operaie all’opera, ed infine reperti archeologici che ci illustrano l’origine della tessitura attraverso manufatti dell’antica civiltà egizia che Donatella Avanzo, curatrice della mostra, ha voluto esporre per significare la continuità del passato nel presente.

Ugo Scassa stesso istruì un gruppo di giovani lavoranti, tutte donne, alla difficile tecnica della tessitura ad alto liccio e insegnò loro a comprendere l’artista che dovevano riprodurre, ciò che poteva essere tralasciato o riprodotto per il rispetto dell’opera pittorica che veniva realizzata con i fili.

L’arazzo non è un doppione della pittura, ma un linguaggio artistico ad essa parallelo, un’opera d’arte che nasce dal filo e dal colore. Le sfumature di colore, ad esempio, sono realizzate mescolando colori diversi nella stessa matassina per riprodurre le diverse tonalità e le lavoranti prima di accingersi a tessere tingevano loro stesse le lane da impiegare nell’opera.

Tante sono state le commissioni che l’Arazzeria Scassa ha avuto e voglio ricordare tra i tanti, gli arazzi dedicati a Renzo Piano, il tappeto annodato per il Centre Pompidou, o Kansai, disegno realizzato ad arazzo per l’aeroporto nei pressi di Osaka.
E’ una mostra unica, veramente da non perdere, che vale un viaggio a Venezia.

Apertura da Martedì a Domenica dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00).

Nel mese di Giugno il sabato dalle 21.00 alle 23.00 visita guidata con possibilità di biglietto cumulativo alle due mostre in corso, su prenotazione.

Info e prenotazioni: eventi@palazzozaguri.it
Sito: Mostre in corso

Naturali Contaminazioni

Entrare in un antro magico che ti accoglie e cattura sino ad arrivare in un ampio spazio dove le varie opere sono state accostate a veri elementi marini come spugne, conchiglie fondendosi e interagendo con essi, è l’avventura della Galleria Sinopia. 

All’inizio si è subito colpiti dalla bellezza delle opere di due grandi maestri e sperimentatori dell’arte del feltro.  “Fuochi del redentore”, lamine che guizzano in direzioni opposte da un centro di esplosione, fendendo l’aria di Claudio Varone, ed Ester Weber con la sua opera aperta, in continua evoluzione. Tronchi d’alberi dalle diverse cortecce illuminate dall’interno che affascinano trasportandoci in un bosco incantato. 

Una cascata fluttuante di tentacoli che si dipartono da un corpetto, abito che evoca un corpo sinuoso e marino, è “Terra aria” di Marina Cristina Bettini. 

Ispirati alla Sicilia sono i lavori di Marilù Cecchini con i suoi “Crateri” e il “Cretto lavico” che riproduce le fenditure del terreno percorso dal magma infuocato e “Stripers” materia in movimento che modella incessantemente il paesaggio. 

Entrando nell’ampia sala si è subito attratti da un pannello dove lamine di due diversi colori si incontrano comunicandoci il loro equilibrio raggiunto, l’altra opera di Varone, “New identity 2” 

Ricerca di forme che racchiudono in sé l’origine della vita sono le opere di Cinzia Li Volsi che si rifanno alla natura, ma sono forme immaginate dove è racchiuso contemporaneamente un senso di catastrofe e di rinascita. 

 Anche le opere di Natascia Gasperoni sono ispirate dalla natura e interessante è la sua lavorazione del feltro unito alla cartapesta in “Oltre e nelle altre due opere, l’uso del punto filza che da uno straordinario movimento alla lana cardata. 

 L’uso dell’allume di rocca che cristallizza la fibra di lana rendendola altro, trasformandola in un minerale è l’interessante lavoro di Tiziana Abretti con le sue forme azzurre. 

 Eva Basile è presente con “Quella sporca dozzina”. Ironiche e inquietanti sono le sue dodici mani sporche di greggio che denunciano lo scempio quotidiano dell’ambiente. Una sola è ancora candida ma sarà anch’essa ben presto insozzata dal liquido mortale? 

Valentina Dentello utilizza il ricamo, usando un incisivo colore rosso per imprimere i propri stati d’animo su pannelli di feltro, trasmettendoci il suo diario intimo. 

Ironico è il cappello volante di Barbara Girardi che con “Waterfall” attraverso la sua leggerezza e i suoi colori marini dà la possibilità a tutti, indossandolo, di entrare in una nuova dimensione acquatica e purificante. 

Diana Poidimani, artista e Maestra degli intrecci, ci presenta “Tris”, che unisce il feltro alla cesteria in costruzioni verticali che partendo dalle radici si innalzano contenendosi a vicenda. 

 Sassi, forme cave perfette, quelle di Cristiana Di Nardo e Laura Sassi che inserisce sulla lana cardata la foglia d’oro. A queste saggiunge ”Mina Vagante” di Daniela Costanzo Giorgio, contenitore dai colori incandescenti che simula un oggetto misterioso, pronto ad esplodere. 

La mostra “Naturali contaminazioni Scultura in feltro”, è stata curata da Eva Basile e Lydia Predominato ed è alla Galleria Sinopia via dei Banchi Nuovi n.21b, Roma dall’11 Aprile al 30 Maggio.   

10-14 maggio: Feltrosa a Stia

Mancano pochi giorni all’avvio della quattordicesima edizione di Feltrosa, la kermesse del feltro e delle arti tessili che si svolgerà nel Salone delle Volte del Museo dell’Arte della Lana di Stia.

Con corsi in cui apprendere tecniche che spaziano dalla tessitura al feltro, dal ricamo alla stampa, alla tintura naturale.
Mostre di lavori in feltro – attività collettive – momenti conviviali

venerdì 10 maggio
ore 9 – 18: corso Nunofeltro traforato, a cura di Maria Gladchenko
ore 14,45: partenza per gita al Santuario ed agli eremi di Camaldoli
ore 18,30: proiezione del film I segreti delle Pecore di Lorenzo Macioce e Sergio Rossi
ore 20,00: cena di benvenuto, presso Ristorante Falterona

sabato 11 maggio 
ore 9 – 16: corso Sciarpa “Openwork”, a cura di Maria Gladchenko
ore 9 – 18: corso Jointed Doll, a cura di Gioconda Pieracci
ore 10 – 12,30: Facciamoci ispirare dal (panno) Casentino!
ore 10 – 17: corso Ecoprint su pelle, a cura di Yeşim Aykin
ore 14 – 17:  corso Tessitura Precolombiana, a cura di Angela Giordano
ore 15 – 17,30: Facciamoci ispirare dal (panno) Casentino!
ore 18: concerto Il buio, i sensi, la musica e le parole… quando la vista non serve a cura di Lucia Focardi e Gloria Lucchesi
ore 20: cena conviviale, presso agriturismo Lucatello

domenica 12 maggio
ore 9 – 17: corso Sciarpa “Openwork”, a cura di Maria Gladchenko
ore 10 – 12,30: Facciamoci ispirare dal (panno) Casentino!
ore 10 – 13:  corso Tessitura Precolombiana, a cura di Angela Giordano
ore 14 – 18: corso Ricamo Alta Moda, a cura di Franca Verteramo
ore 15 – 17,30: Facciamoci ispirare dal (panno) Casentino!
ore 14 – 17,30 : corso Bracciale-scultura, a cura di Ariane Mariane

lunedì 13 maggio
ore 10 – 17: corso Mixed Media, a cura di Ariane Mariane
ore 10 – 17: corso Ecoprint e Stampa, a cura di Yeşim Aykin

martedì 14 
ore 10 – 17: corso Mixed Media, a cura di Ariane Mariane
ore 10 – 17: corso Ecoprint e Stampa, a cura di Yeşim Aykin

In mostra Sculture in feltro frutto del progetto Fiber Art

Il Feltro è vivo – evviva il Feltro: lavori della comunità di Feltrosa


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