Internet permette di accedere ad infiniti siti in una sorta di labirinto in cui si possono trascorrere ore e ore ed a volte perdersi.
Segnalo per quanti hanno un po’ di dimestichezza con la lingua francese il sito Femme et Mode dedicato alla moda che contiene immagini tratte dai settimanali francesi dal 1902 al 1970.
Nelle Sale della Galleria del Costume, all’interno di Palazzo Pitti, sono allestiti capi che testimoniano trent’anni di Pitti Uomo, il maggior evento del settore: capi che hanno fatto la storia della moda maschile.
In un allestimento raffinato e molto curato si trovano rappresentate diverse idee di mascolinità: dal dandy al macho, dall’uomo che non trascura la decorazione ed il divertimento, a quello che si affida al rigore borghese ottocentesco.
Si parte da quest’ultimo, nella prima sala e procedendo si verifica come, a partire dagli anni ’80, si affaccino nella moda da uomo elementi un tempo riservati all’abbigliamento femminile: il colore, le decorazioni, i ricami… Particolarmente stimolante è l’accostamento fra i capi realizzati da sarti e stilisti attuali con capi maschili del ‘700.
In una saletta sono proiettati sfilate e filmati di eventi speciali organizzati durante Pitti Uomo, svoltisi in più location cittadine, con stili ed ispirazioni sempre diversi.
Molti dei capi sono stati donati da Fondazione Pitti Discovery al Museo della Moda, vanno quindi a costituire un fondo importante per l’evoluzione del menswear.
Il biglietto d’ingresso permette di vedere la Galleria Palatina ed il Museo di Arte Moderna, oltre alle mostre temporanee.
A Venezia per un breve soggiorno ho intravisto un manifesto affisso da tempo: Da Kandinsky a Botero -Tutti in un filo – L’Arazzeria Scassa e l’arte del ‘ 900. Ho chiesto ad amici e ho scoperto che la mostra era a Palazzo Zaguri, in Campo San Maurizio, aperta sino al 1° settembre 2019.
Gli arazzi sono disposti nelle varie sale in dialogo con opere d’arte contemporanea, quali sculture, pitture, disegni e testi, ci sono dei video che ti fanno da guida e ti fanno rivivere e capire il lavoro svolto, delle fotografie dei committenti, degli artisti e delle operaie all’opera, ed infine reperti archeologici che ci illustrano l’origine della tessitura attraverso manufatti dell’antica civiltà egizia che Donatella Avanzo, curatrice della mostra, ha voluto esporre per significare la continuità del passato nel presente.
Entrare in un antro magico che ti accoglie e catturasino ad arrivare in un ampio spazio dove le varie opere sono stateaccostate a veri elementi marini come spugne, conchiglie fondendosi e interagendo con essi, è l’avventura della Galleria Sinopia.
All’inizio si è subito colpiti dalla bellezza delle opere di due grandi maestri e sperimentatori dell’arte del feltro. “Fuochi del redentore”, lamine che guizzano in direzioni opposte da un centro di esplosione, fendendo l’aria di Claudio Varone, ed Ester Weber con la sua opera aperta, in continua evoluzione. Tronchi d’alberi dalle diverse cortecce illuminate dall’interno che affascinano trasportandoci inun bosco incantato.
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