Dal 8 al 17 novembre gli ampi spazi dell’ex manifattura tabacchi di Cagliari hanno ospitato la mostra Andando via, omaggio a Grazia Deledda: un’opera corale voluta e coordinata da Giuditta Sireus, che abbiamo avuto la fortuna di vedere allestita in occasione di Filo Lungo Filo… lo scorso settembre, a Leumann.
L’esposizione cagliaritana è stata arricchita da un bel calendario di eventi. Sabato 9 è stato proiettato un documentario sullo svolgersi del progetto, opera di Francesco Casu, con interviste a Maria Lai ed alle tessitrici coinvolte, alla presenza dell’autore.
Casu ha lavorato per anni con Maria Lai, intervistandola ed animando i suoi ‘libri’.
Il documentario, intitolato Seguendo il filo, nel segno di Maria e Grazia, mostra
Bella ed effimera la mostra Narrazioni simultanee da assemblare in silenzio: inaugurata il 7 settembre alle 17, è stata chiusa alle 24 dello stesso giorno.
Occasione è stata l’apertura al pubblico degli studi animati da artisti in residenza a Villa Romana, istituzione che ospita eventi ed esposizioni aperte ad una scena internazionale, sostenuta dal governo tedesco a Firenze.
L’artista cilena operante a Berlino, Marcela Moraga, in residenza nel 2019, ha curato la mostra, esponendo due suoi lavori e ospitando opere di altri artisti, di diversa origine ed esperienza.
La Galleria degli Uffizi fino al 27 ottobre 2019 negli spazi adiacenti il bookshop al piano terreno propone una mostra veramente interessante: Tutti i colori dell’Italia ebraica. La storia degli ebrei italiani osservata da una prospettiva inedita, quella dell’arte del tessuto.
La comunità più antica della diaspora ebraica, quella italiana, presente nel nostro territorio da più di duemila anni, ha avuto nei tessili un ambito di lavoro e di espressione. Quello degli straccivendoli era uno dei pochi mestieri loro consentiti.
Nelle Sale della Galleria del Costume, all’interno di Palazzo Pitti, sono allestiti capi che testimoniano trent’anni di Pitti Uomo, il maggior evento del settore: capi che hanno fatto la storia della moda maschile.
In un allestimento raffinato e molto curato si trovano rappresentate diverse idee di mascolinità: dal dandy al macho, dall’uomo che non trascura la decorazione ed il divertimento, a quello che si affida al rigore borghese ottocentesco.
Si parte da quest’ultimo, nella prima sala e procedendo si verifica come, a partire dagli anni ’80, si affaccino nella moda da uomo elementi un tempo riservati all’abbigliamento femminile: il colore, le decorazioni, i ricami… Particolarmente stimolante è l’accostamento fra i capi realizzati da sarti e stilisti attuali con capi maschili del ‘700.
In una saletta sono proiettati sfilate e filmati di eventi speciali organizzati durante Pitti Uomo, svoltisi in più location cittadine, con stili ed ispirazioni sempre diversi.
Molti dei capi sono stati donati da Fondazione Pitti Discovery al Museo della Moda, vanno quindi a costituire un fondo importante per l’evoluzione del menswear.
Il biglietto d’ingresso permette di vedere la Galleria Palatina ed il Museo di Arte Moderna, oltre alle mostre temporanee.
Con corsi in cui apprendere tecniche che spaziano dalla tessitura al feltro, dal ricamo alla stampa, alla tintura naturale.
Mostre di lavori in feltro – attività collettive – momenti conviviali
venerdì 10 maggio
ore 9 – 18: corso Nunofeltro traforato, a cura di Maria Gladchenko
ore 14,45: partenza per gita al Santuario ed agli eremi di Camaldoli
ore 18,30: proiezione del film I segreti delle Pecore di Lorenzo Macioce e Sergio Rossi
ore 20,00: cena di benvenuto, presso Ristorante Falterona
Il manuale di stampa diretta delle foglie e tintura naturale scritto da Marisa Tacchi e stampato dalla nostra associazione nel 2018 da oggi è disponibile anche in versione PDF in lingua inglese.
Lo si può acquistare al seguente link, presso Ecoprinting Lab, socio di Coordinamneto Tessitori e fornitore di tutto ciò che riguarda l’Ecoprint.
Kate Fletcher, Moda, design e sostenibilità, Milano, Postmedia Books, 2018 – 172 pp. 43 ill. ISBN 9788874902057
Da qualche tempo gli effetti disastrosi dell’inquinamento globale sono un tema ricorrente nei mezzi di comunicazione ed una preoccupazione collettiva. Immagini terribili di mari e di fiumi invasi da detriti di plastica hanno concorso ad allertare le coscienze, tanto che la UE ha stabilito che la plastica usa e getta per alimenti venga bandita entro il 2021.
Da anni si parla di questi problemi, finalmente ne stiamo prendendo atto. Una delle industrie che impattano di più sull’ambiente è quella della moda: è così da secoli, se ci pensiamo.
La produzione ed il consumo di moda hanno avuto una crescita esponenziale, negli ultimi vent’anni, con l’abbassamento significativo dei prezzi e un parallelo aumento dei consumi: se 80-50 fa molti si vestivano con abiti confezionati in casa o in sartoria via ,via nel tempo si sono imposti prima il prêt-à-porter, poi il pronto moda e adesso il fast fashion con un’accelerazione del ciclo produzione-consumo-scarto mai vista prima.
Fino al 16 gennaio chi ama la Fiber Art non può mancare una visita a Spoleto.
Diffusa in tre diverse sedi e inaugurata sabato 8 dicembre, la Biennale mostra lavori di artisti affermati, come Lydia Predominato o Virginia Ryan, le cui potenti opere sono allestite al terzo piano di Palazzo Collicola, assieme a quelle di altri esponenti storicizzati.
Interessante la sezione curata da Pasquale Fameli, in cui le opere di sei diverse artiste esemplificano un’ Identità Rizomatica dell’Arte – sono parole del curatore – fatta di forme organiche e trasfigurazioni, frutto di una vitalità senza gerarchie né centro, che si diffonde e prolifera. Radunate sotto questa etichetta abbiamo ammirato i lavori di Patrizia Polese, Marina Faggioli, Gloria Campriani, Michela del Degan, Laura Guerinoni e Laura Renna.
Palazzo Collicola: uno scorcio dell’allestimento. Visibili, in primo piano: Lydia Predominato, Femmicidio, 2018 e Groviglio ovvero Narcisismo Salvifico, 2018. In secondo piano: Virginia Ryan, Surfacing, 2010-’13
Un gruppo di opere sono frutto della collaborazione fra la curatrice, Maria Giuseppina Caldarola, e l’istituto di cultura lituano: tre grandi lavori, realizzati da artiste affermate quali Laima Oržekauskienė e Severija Inčirauskaitė.
Spostandosi nella Officina di Arte e Tessuti si possono vedere opere in video art di Valerio Ambiveri, Francesco Bartoli ed Audrey Coianiz.
Nel Museo del Tessuto e del Costume è esposta la sezione Ricerca, ovvero le opere frutto di progetti educativi, collaborazioni e studio sul tema del riuso, curata da Margherita Labbe. L’azienda perugina Galassia srl ha messo a disposizione materiali, frammenti e semilavorati in cachemire, offrendoli per un riuso artistico.
Molte le Accademie di Belle Arti coinvolte, con allievi, ex allievi e docenti, con esiti interessanti.
La giornata è stata arricchita dalla presentazione di Biografia Plurale – Virginia Ryan: Arte, Africa e Altrove, da parte di Gianluca Marziani.
Un’evento articolato e vario, quindi. Aperto alla sperimentazione e all’apporto dei giovani. Una formula interessante, quella delle diverse sezioni affidate a curatori specifici.
Annunciata nel corso dell’estate, sabato 8 dicembre alle 12 nella galleria del piano nobile della prestigiosa sede di Palazzo Collicola inaugura la prima edizione della Biennale di Fiber Art di Spoleto.
L’evento è un progetto coltivato nel corso degli anni da Officina Arte e Tessuti e curato da Maria Giuseppina Caldarola e Margherita Labbe.
Tre le sedi: Palazzo Collicola, sede di una mostra ad invito e del progetto Rizomatica, curato da Pasquale Fameli
il Museo del Costume e del Tessuto nel quale sono allestite le opere della sezione Ricerca: quella di professori ed allievi delle Accademia di Belle Arti accanto al lavoro svolto da associazioni d enti pubblici o privati
e la galleria Officina d’Arte e Tessuti ospita, nella sede di Via Plinio il Giovane, 6/8, una video-installazione di Audrey Coianiz/Basmati Film, un video mosaico di Francesco Bartoli e due video di Valerio Ambiveri.
Nel pomeriggio, alle 16, verrà presentato il libro Biografia plurale. Virginia Ryan: Arte, Africa, Altrove nello spazio Collicoland, a cura di Gianluca Marziani e Andrea Tomasini.
permette di produrre tirature limitate di tessuti stampati, realizzando anche diversi prototipi che, una volta confezionati, possono formare una collezione della quale vendere i capi on-demand, i cui tessuti cioè verranno stampati nella quantità prevista dall’ordine, senza scarti. Infatti è possibile stampare da cimosa a cimosa più disegni per un numero anche limitato di metro. Inoltre la stampa digitale permette di utilizzare una infinità di colori, effetti e anche fotografie.
Il textile designer
Questa rivoluzione ha fatto sì che chiunque abbia un po’ di dimestichezza con
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