Fiber Art a Spoleto

Marina Faggioli,

Fino al 16 gennaio chi ama la Fiber Art non può mancare una visita a Spoleto.
Diffusa in tre diverse sedi e inaugurata sabato 8 dicembre, la Biennale mostra lavori di artisti affermati, come Lydia Predominato o Virginia Ryan, le cui potenti opere sono allestite al terzo piano di Palazzo Collicola, assieme a quelle di altri esponenti storicizzati.

Interessante la sezione curata da Pasquale Fameli, in cui le opere di sei diverse artiste esemplificano un’ Identità Rizomatica dell’Arte – sono parole del curatore – fatta di forme organiche e trasfigurazioni, frutto di una vitalità senza gerarchie né centro, che si diffonde e prolifera. Radunate sotto questa etichetta abbiamo ammirato i lavori di Patrizia Polese, Marina Faggioli, Gloria Campriani, Michela del Degan, Laura Guerinoni e Laura Renna.

Palazzo Collicola: uno scorcio dell’allestimento. Visibili, in primo piano: Lydia Predominato, Femmicidio, 2018 e Groviglio ovvero Narcisismo Salvifico, 2018. In secondo piano: Virginia Ryan, Surfacing, 2010-’13

 

Un gruppo di opere sono frutto della collaborazione fra la curatrice, Maria Giuseppina Caldarola, e l’istituto di cultura lituano: tre grandi lavori, realizzati da artiste affermate quali Laima OržekauskienėSeverija Inčirauskaitė.

Spostandosi nella Officina di Arte e Tessuti si possono vedere opere in video art di Valerio Ambiveri, Francesco Bartoli ed Audrey Coianiz.

 

Nel Museo del Tessuto e del Costume è esposta la sezione Ricerca, ovvero  le opere frutto di progetti educativi, collaborazioni e studio sul tema del riuso, curata da Margherita Labbe. L’azienda perugina Galassia srl ha messo a disposizione materiali, frammenti e semilavorati in cachemire, offrendoli per un riuso artistico.
Molte le Accademie di Belle Arti coinvolte, con allievi, ex allievi e docenti, con esiti interessanti.

La giornata è stata arricchita dalla presentazione di Biografia Plurale – Virginia Ryan: Arte, Africa e Altrove, da parte di Gianluca Marziani.

Un’evento articolato e vario, quindi. Aperto alla sperimentazione e all’apporto dei giovani. Una formula interessante, quella delle diverse sezioni affidate a curatori specifici.

Cristina Mariani, Esprit de l’escalier, 2018
foto: Cielo Pessione

Comment

  • È sempre bello, vedere la diffusione di opere di FiberArt al pubblico !
    Un’arte non convenzionale e poco conosciuta qui da noi che, piano piano sta entrando nella considerazione degli addetti ai lavori.
    Caterina Fiore
    TraLiccci – Chieri (To)

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