Esperienze ai tempi del Covid

Conversazione con Maria Grazia Scianna – 27 maggio 2020

Le settimane scorrono veloci, anche in questo periodo difficile ed incerto: gli eventi si succedono, nuovi umori e nuovi bisogni sostituiscono quelli avvertiti anche solo poche settimane fa.
Una cosa è costante, da tre mesi a questa parte: la necessità di disporre di mascherine.

Per lungo tempo introvabili anche se assolutamente necessarie, sono state inizialmente realizzate in casa da chiunque avesse qualche conoscenza del cucito, poi da gruppi di volontari, e infine importate o prodotte in Italia.

Maria Grazia Scianna è titolare di MG Laboratorio Tessile, una realtà artigianale specializzata in ricamo e confezione. Quando è iniziato ad essere evidente che le forniture di mascherine non sarebbero state sufficienti, ha pensato di mettersi in gioco:

«Mi è servito per superare il momento angoscioso, uscire di casa: mi sono buttata a capofitto a cercare i materiali, a risolvere problemi tecnici.

La prima cosa di cui mi sono occupata è stato reperire fornitori certificati, ho subito scartato l’idea di arrangiarmi usando i ritagli di tessuto presenti in laboratorio: volevo creare un prodotto valido. Ho fatto testare i materiali dal Centro Tessile Cotoniero di Busto Arsizio, solo per ottenere il via libera ci sono volute settimane, ma sono riuscita ad ottenere le certificazioni e trovare le forniture e così la produzione è iniziata, lentamente, ricercando modelli, vestibilità, oltre alle caratteristiche performanti della mascherina. Il nostro è un prodotto di tipo sartoriale, i nostri margini di guadagno sono risicati, non sono paragonabili a quelli ricavati da chi produce in automatico mascherine a 3 centesimi e le vende a 1,5 euro.

Le vendiamo ad aziende che le mettono a disposizione dei propri impiegati ed alle farmacie, perché, pur non essendo mascherine ad uso medicale, quelle che produciamo usano materiali certificati; tecnicamente sono chiamate ‘mascherine ad uso della collettività’, sono filtranti e riutilizzabili previo lavaggio.

Ci sono dei disciplinari da rispettare, le mascherine ad uso medicale, ad esempio devono essere realizzate interamente in tnt [tessuto non tessuto]. I materiali di una mascherina devono essere idrorepellenti, se si usa cotone è una condizione ottenibile solo grazie a dei trattamenti che possono resistere 5-10 lavaggi al massimo. Inoltre sono dei trattamenti chimici, praticamente delle membrane che rivestono il tessuto. Ho preferito evitare, si tratta comunque di elementi che potrebbero essere nocivi e sono poche le aziende che forniscono adeguate certificazioni: uso cotone, tnt in polipropilene e sms di poliestere che hanno caratteristiche filtrante al 98%, antibatteriche ed idrorepellenti.

Ora che le restrizioni stanno allentando l’uso di indossare mascherine resterà nelle attività al chiuso, negli ambienti dove bisogna mantenere la distanza per la presenza di persone con patologie; sicuramente l’esperienza di questa pandemia ha colpito e ci ha resi consapevoli che occorre adottare le giuste precauzioni, educando all’uso delle mascherine e al distanziamento da persone raffreddate.»

 Oltre che alleviare angoscia ed ansia per il futuro, per Maria Grazia  l’essersi impegnata in questa iniziativa, ha permesso di far rientrare al lavoro tutte le 18 impiegate in azienda.

 

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