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Tappeti volanti, un parallelo concettuale fra arte e tessitura

Nella magnifica Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma, ogni giorno salvo il lunedì, fino al 21 ottobre, dalle 10.45 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00. è allestita la mostra Tappeti Volanti, curata da Philippe-Alain Michaud, responsabile della sezione cinema del Centre Pompidou.

Nella fattura dei tappeti la necessità ortogonale del telaio è spesso lievemente alterata: colui che li intreccia non procede per inserimenti arbitrari, la trama non è programmata da un movimento meccanico: ogni nodo è un gesto a se, un piccolo episodio in una rete di scambi e rimandi. Il tappeto non è un oggetto utilitaristico, è un grande veicolo di senso.

Sono molti gli elementi suggeriti dai curatori della mostra: tappeto come giardino, come ponte fra occidente ed oriente, come viaggio quindi, o come grande mappa del mondo. Definizione geometrica, ritmica dello spazio o narrazione.
Tutti questi elementi sono evocati, tramite reperti tratti dalle collezioni del Museo del Tessuto di Lione e di tre importanti collezioni francesi accostati ad opere d’arte visiva del XX secolo. Opere di Alighiero Boetti, Zilvinas Kempinas o Urs Lüthi accanto a tappeti seicenteschi o tappeti di guerra afgani di recente fattura. Una sala è dedicata ad una grande installazione dell’artista palestinese Taysir Batniji accostata ad un raro tappeto mamelucco ed alle partiture e le musiche di Morton Feldman. Uno scambio fertile e suggestivo, che non si esaurisce con la visita. La lettura del catalogo – ottimamente realizzato, salvo forse le traduzioni dal francese – risveglia ulteriormente la sete di sapere, non placa la curiosità, semmai l’accende.
Acquistatene una copia e fermatevi a leggerla sulla terrazza della Villa, a conclusione della visita: il panorama è magnifico, la caffetteria, destinata ai borsisti dell’Accademia più che ai turisti, è elegante e le consumazioni hanno prezzi da studente. Nessuno vi disturberà, eppure si è a pochi passi da Piazza di Spagna, il luogo più spaventosamente turistico della capitale.
E se volete subito saperne qualcosa in più, sul podcast di Radiotre Rai è possibile riascoltare un’intervista a Philippe-Alain Michaud, rilasciata l’8-06-2012 a Radio3 Suite.

Nella foto: Pierre-Malphettes, Tapis Roulant, 1977, courtesy dell’artista e di Kamel Mennour.

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