Lezioni a distanza

Carmen Romeo, 8 aprile 2020

Quando il nostro Governo ci ha costretti tutti alla clausura per difenderci dal terribile virus che sta invadendo il mondo provocando lutti, crisi economiche, impossibilità di avere relazioni sociali, ho provato una grande tristezza.

 

Il nostro Laboratorio di Tessitura, mai sufficientemente ampio per contenere le nostre idee, l’entusiasmo e la voglia di fare, è vuoto e terribilmente silenzioso. In questo periodo però abbiamo deciso di continuare a fare lezione, a distanza, ma tutti insieme, vivendo il nostro isolamento come un’opportunità per approfondire storia, curiosità, tecniche intorno all’arte tessile.

Nell’attesa di riprendere la vita normale, LiberEtà ha potenziato la sua piattaforma-e learning per lezioni a distanza, alla quale io ed i miei corsisti abbiamo subito aderito. Certo, ci manca il contatto fisico, il gruppo, l’appuntamento settimanale che aspettavamo con gioia, orditi e trame, telai, licci, subbi, passine, spole…

Ora facciamo lezione usando gli strumenti che offre la moderna tecnologia informatica, che però a pensarci bene non ci è affatto estranea: il telaio è considerato un precursore del computer (basti pensare alle schede perforate dei telai Jacquard) poiché funziona da secoli in base al codice binario 0 e 1, filo alto, filo basso!

Il percorso che ho proposto ed al quale tutti i miei allievi hanno aderito malgrado le difficoltà che l’uso della tecnologia informatica può comportare, comprende video-tutorial, testi, pdf, segnalazioni di siti web interessarti ed in tema con gli argomenti trattati, interventi di esperti, forum di dibattito.

Considerate le circostanze, ho studiato un percorso ad hoc focalizzato sul tema “Dall’Arazzo alla Fiber Art”.

Durante la prima lezione ho insegnato a costruire in casa un piccolo telaio a cornice, usando listelli di legno, martello, chiodi, colla, ecc… Ho fornito poi gli strumenti di base, trattando le seguenti tecniche: arazzo, sumak, tappeto annodato (nodi ghiordes e senneh), sopra-riccio/pibiones (in sardo), Kilim, buratto, woven shibori, etc…

Il corso è iniziato i primi di aprile e finirà alla fine di giugno 2020. Il prodotto finale sarà la realizzazione di un manufatto a tema (minitessile, pannello decorativo) eseguito con l’utilizzo delle diverse tecniche apprese, che dovranno essere mediate con la sensibilità personale.

Da filati, intrecci e colori può nascere una sciarpa, una tovaglia, un tappeto, oppure un tessuto da indossare, ma il gioco della tessitura diventa ancora più libero e creativo quando si tesse un opera di fiber art, pensata come oggetto svincolato da ogni utilizzo pratico.

È in questo caso che il tessitore diventa l’artista che attraverso la materia e il proprio linguaggio svela il suo mondo interore.

Credo che l’esperienza artistica sia importante, infatti conoscenza e confronto sostenuti da creatività e abilità espressive inneschino sinergie positive e virtuose, non solo a livello individuale e privato, ma anche collettivo e nell’ambiente sociale ed economico che ci circonda.

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