Dante e l’Arte tessile

 La mostra “Dante e l’Arte Tessile: Intrecci di fili come simbologia della vita nella Divina Commedia” è stata aperta al pubblico sabato 17 luglio, allestita in forma itinerante nel percorso di visita del Museo dell’Arte della Lana di Stia.


L’ esposizione, nel celebrare i 700 anni dalla morte del sommo poeta, vuole mettere in evidenza nelle tre cantiche della Divina Commedia, tutte le terzine che trattano direttamente o indirettamente di filatura e tessitura: in alcuni casi Dante spiega con precisione le lavorazioni tessili e quella che fu la moda maschile e femminile dell’epoca. Le citazioni tessili dantesche saranno posizionate sulle pareti delle sale museali accompagnate dalle illustrazioni del grande artista ottocentesco Gustave Doré.

La lavorazione della lana ha seguito passo dopo passo le vicende del genere umano ed è per questo che Dante la usa spesso come metafora per indicare la vita degli uomini: l’azione di torcere, con l’uso delle dita e del fuso, la soffice e inconsistente lana cardata per trasformarla in resistente filato, viene paragonata dal grande poeta all’atto della creazione, che dal caos ottiene la vita. L’ordito è il progetto, il principio ordinatore; la trama che lo intreccia rappresenta il divenire; l’unione di trama e ordito genera l’unica particolare stoffa di cui ogni uomo è costituito. Per spiegare questi concetti il sommo poeta usa la tradizione mitologica greca dominata dalle Parche che filano i giorni della nostra vita e da Aracne, che osò sfidare la Dea Atena nell’arte della tessitura.

Nei pannelli didascalici, con le notizie che ci vengono fornite dal sommo poeta, metteremo in relazione le manifatture tessili che nel 1300 cominciavano a svilupparsi lungo lo Staggia, l’Archiano e l’Arno; spiegheremo come il Casentino fu il luogo ideale, grazie alle sue caratteristiche naturali, per lo sviluppo dell’Arte tessile. Focalizzeremo l’attenzione anche sui cambiamenti repentini che si verificarono al tempo di Dante nell’abbigliamento e negli accessori dando opportunità di lavoro e guadagno a tutto l’indotto della moda: produttori e commercianti di tessuti, cuoiai, sarti calzolai e ricamatori.

La maestra Angela Giordano ha realizzato quattro dei pannelli in mostra con tecniche tessili.

La mostra rimarrà aperta fino a Domenica 9 gennaio 2022 nei consueti orari di apertura del Museo.

MUSEO DELL’ARTE DELLA LANA – Lanificio di Stia, Via Sartori 2 52015 Pratovecchio – Stia (AR)
tel.: 0575 582216 – 338 4184121 e-mail: info@museodellartedellalana.it Sito


Gianpaolo Dal Maso

Ho lavorato nel settore pubblico: Sanità e Servizi Socio sanitari e sono in pensione da maggio 2011, tesso dal 2000 ed ho seguito corsi di tessitura con Sabrina Pandin e Paola Besana, di arazzo con Wanda Casaril e Patrizia Polese, di feltro con Eva Basile, Ruth Baumer, Seraina Rizzardini, Cristiana Di Nardo. Sono membro del direttivo del Coordinamento Tessitori e faccio parte della redazione nella rivista TessereAmano Partecipo al Gruppo per la tessitura a mano di Bassano.

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