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Mese: Novembre 2017

Intrecci del Novecento

A c.di Tabibnia M. e Giuliano V., Intrecci del Novecento Arazzi e tappeti di artisti e manifatture italiane, Milano, 2017; 480 pagine, 29,5×24,5 cm, 550 illustrazioni, 65,00 euro.
ISBN 9788890271083 

E’ stato l’evento dell’anno nell’ambito della fiber art, ma non solo, quello costituito dalla mostra inaugurata  in Triennale il 12 settembre 2017. Promossa dallo studio di Moshe Tabibnia, noto antiquario di tappeti e tessuti antichi, il percorso, costruito insieme a Virginia Giuliano, è il frutto di una esaustiva ricostruzione della attività svolta nel secolo scorso dalle arazzerie italiani. 

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Tessuti archeologici

Ad Anversa, ogni due anni, si tiene un convegno internazionale sui tessili archeologici egiziani a cui partecipano studiosi di tutto il mondo per discutere le loro ricerche e le loro ultime scoperte. Questi convegni sono sponsorizzati dal Katoen Natie group, il quale, oltre a ospitare una preziosa collezione di tessili egiziani nel proprio museo, mette  a disposizione i locali per il congresso, contribuisce all’organizzazione e alla divulgazione degli atti del convegno con pregevoli pubblicazioni corredate da una eccellente documentazione fotografica.

Questo anno il gruppo internazionale “Textiles from the Nile valley”  ha tenuto il suo X convegno dal 27 al 29 ottobre  e in questo lasso di tempo sono stati presentati  21 interventi che avevano come argomento principale “Le interrelazioni nel primo millennio – l’ Egitto come perno dell’attività tessile”.  Il convegno è stato preceduto

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Occupy Lottozero

Entrando trovo un lavoro appeso sulla mia destra: un doppio guscio in forma antromorfa. Al lato è istallato un ampio arazzo in patchwork colorato, mi ricorda il foulard che Emilio Pucci dedicò al Battistero di Firenze: architetture simili, questo però è il profilo di Prato, è il capolavoro del Sangallo, Santa Maria delle Carceri!

Supero un tappeto di piastrelle bianche dipinte  ed attraverso un portale tessile: mi trovo nell’ampia sala, nella fucina in cui si è svolta Occupy Lottozero. Alle pareti e sui tavoli schizzi, esercitazioni, foto, appunti… artefici di tutto questo sono due ragazzi molto giovani, appena diplomati, che si sono conosciuti a scuola e che si amano di quell’amore totale e fusionale che solo i giovanissimi sanno vivere: una fusione di intenti, sentimenti, corpi nel quale si è certi che la volontà dell’uno possa muovere la mano dell’altro.

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