Valtopina: Mostra del Ricamo e del Tessuto artigianale

mime-attachmentIl primo fine settimana di settembre Valtopina (PG), un piccolo borgo lungo la via consolare Flaminia in riva al fiume Topino a nord/est del monte Subasio, si anima con la presenza di numerosi artigiani, docenti universitari, uomini di cultura, tecnici e specialisti dei più vari settori.
Sono i giorni della “Mostra del ricamo fatto a mano e del tessuto artigianale”.
Associazioni, scuole, antiquari del settore, singoli artigiani, allestiscono i loro stand desiderosi di mostrare ai colleghi e ai visitatori la sapienza operativa, il virtuosismo e il gusto profuso senza risparmio nei loro capolavori.
La mostra di Valtopina si distingue proprio per questa caratteristica: gli artigiani sono interessati a esibire la loro creatività e abilità raffinata più che a produrre manufatti a costi facilmente accessibili.
Ogni oggetto, anche il più piccolo e semplice, è curato in modo perfetto: si capisce che è stato fatto per dare piacere e gioia innanzi tutto a chi lo ha lavorato; il fatto che sia esposto sul tavolo e che risulti proposto per la vendita non scalfisce la percezione di questo valore, oggi pressoché sconosciuto in molti settori artigianali un tempo ricchi di valori analoghi.
È perciò una gioia per gli occhi e per il cuore percorrere gli spazi espositivi e farsi affascinare dai merletti, dalle mille tecniche di ricamo e dai tanti
punti, tutti perfetti e sapientemente distribuiti su tovaglie, lenzuoli, federe, tende, paralumi, scatole, collane, orecchini, anelli e su tutte le altre cose con le quali rendiamo accogliente la nostra casa e abbelliamo la nostra persona.
Anche il piccolo borgo si è abbellito per l’occasione: Urban Textile Art, un progetto curato da Sofia Verna, ha rivestito i tronchi degli alberi del viale principale con cortecce tessili multicolori e ha creata una suggestiva scenografia in omaggio al verde dell’Umbria.
Dunque una manifestazione dinamica, ricca di idee che mostra capolavori di eccezionale qualità estetica e tecnica e che, grazie ad una programmazione img_0849sensibile e attenta alle esigenze di una comunità in continua evoluzione, negli stessi giorni, approfondisce temi sociali e culturali importanti in un atmosfera comunitaria, distesa e gioiosa.

Quest’anno la Scuola di ricamo di Valtopina ha scelto come tema il “Pane” per sottolineare il grave problema della fame nel mondo, la disuguaglianza sociale, la povertà.
Oggi sempre più l’umanità può essere rappresentata da una tavola imbandita nella quale ci sono pochi, da una parte, che hanno tutto; gli altri, dall’altra parte, guardano e possono avere solo gli scarti e le briciole.
Al tema del pane è strettamente legato il secondo tema proposto all’attenzione e alla riflessione degli espositori e dei visitatori “La Pace”.
Due temi che sembrano lontani dal sereno mondo evocato dai manufatti esposti invece riguardano tutti e per diventare patrimonio comune hanno bisogno del contributo di ognuno di noi, ogni giorno.img_0846
La mostra “Il filo infinito: la Pace” allestita presso il Museo del Ricamo e del Tessile di Valtopina e il relativo catalogo sottolineano la necessità di operare per la conquista di questo bene prezioso che è ribadito dalle foto delle opere eseguite per il concorso “RICamare l’Umbria: la Pace”; foto intense di significato che  alternate agli scritti ne avvalorano l’efficacia.
Ricamatrici e merlettaie di tutta Italia e di altre nazioni hanno ideato ed eseguito per il concorso 58 formelle di 30 centimetri per 30, con tema la Pace: obiettivo dell’iniziativa era la confezione di una tovaglia simbolo di accoglienza, unione e condivisione, nel rispetto delle differenze reciproche.
Il grande numero di formelle eseguite per il concorso, tutte pubblicate sul catalogo, ha suggerito di allinearle e cucirle su un antico telo di canapa, filata e tessuta a mano, lungo decine di metri. La misura stessa esalta il valore simbolico di questa eccezionale tovaglia che è tuttora in divenire perché le formelle sono idealmente in attesa di nuove sorelle che si allineino ad esse in modo che la lunghezza possa aumentare tanto da abbracciare il mondo intero con il suo messaggio di fratellanza e di pace.

Dopo la chiusura dell’esposizione, 8 dicembre 2016, il manufatto sarà donato al Sacro convento di Assisi, luogo simbolo di pace e di grande spiritualità.
img_0847Da Assisi il messaggio francescano raggiunge i grandi della terra, coloro che decidono delle sorti del mondo, ma anche gli ultimi provati da miseria, fame e guerre, ci auguriamo che l’appello di tante donne in favore della pace, segua le orme di Francesco.
È questo l’augurio di Maria Mancini, ideatrice e infaticabile coordinatrice della complessa manifestazione che ha per titolo Mostra del Ricamo e del Tessuto artigianale, ma che è molto di più: ogni anno si estende in cinque spazi espositivi, propone mostre di artisti tessili, la creatività del merletto moderno a livello internazionale, una sfilata di abbigliamento d’epoca completata da notizie e immagini storiche, performances, installazioni, dimostrazioni, corsi e laboratori per grandi e piccini.
Inoltre affronta temi sociali e culturali con un convegno, con una mostra all’interno del Museo del Ricamo e del Tessile, con la stampa di un catalogo ricco di saggi scritti da specialisti dell’argomento e di foto delle opere in mostra.
Una Mostra-Manifestazione-Evento da non perdere.

Patrizia  Casini – Graziella Guidotti

Commenti (2)

  • Molto interessante come articolo, il ricamo a mano è senza dubbio il metodo più tradizionale, ma oggi c’è una nuova tecnica molto più semplificata che si sviluppa all’interno di un ricamificio tramite dei macchinari. In fin dei conti, il ricamo è sempre stata una tecnica efficace per avere un ottima qualità del prodotto.

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