Una mostra da vedere

Alberto Boralevi inaugura mostra tappeti preghiera- foto Kevo.biz
Alberto Boralevi durante l'inaugurazione della mostra "Bussare alla porta del cielo"

Bussare alla porta del cielo è il titolo che Edgardo Pinto Guerra ha voluto per una mostra di tappeti e tessuti tribali allestita presso l’abbazia vallombrosana di Spineta, nei pressi di Sarteano (SI).
Aperta fino al 7 gennaio ore 10 – 13 o su appuntamento chiamando lo 0578.23271

Un titolo evocativo per un’esposizione inaugurata il 30 dicembre alla presenza di un pubblico numeroso ed interessato.

Guidati dal curatore e da Alberto Boralevi, il massimo esperto in tappeti e tessuti tribali operante in Italia, abbiamo potuto ammirare una ventina di manufatti destinati al culto di molte culture religiose. Oltre ai tappeti preghiera islamici vi erano infatti manufatti tibetani e centro-asiatici destinati ai culti dei cristiani d’oriente ed alla decorazione delle sinagoghe.

Tappeto Engsi - ZB textiles Perugia. foto Kevo.biz
Engsi della tribù Tekké - Turkmenistan fine '800

Oggetti preziosi e rari, illustrati a due voci dai due esperti in una visita avvincente.
Se  Pinto Guerra si poneva alla ricerca di simbologie nascoste fra i molti elementi decorativi tradizionali, Boralevi invece preferiva un approccio più scientifico e disincantato, illustrando la fortuna, anche commerciale, di talune tipologie e la controversa collocazione dei tappeti Engsi di cultura Turkmena, venduti nei bazar di Istambul come cristiani per via della ripartizione dei decori in forma di croce, ma in realtà adibiti all’entrata delle yurte, a mo’ di porta.

Per citare la presentazione di  Pinto Guerra ogni “tappeto esprime rapporti privati, intimi, esclusivi, riservati, tanto unici al proprietario quanto il disegno che egli ha scelto per stimolare, aiutare, la sua preghiera, la sua meditazione, il rituale della sua chiesa, la protezione della sua casa.

Su uno schermo scorre in continuo una presentazione curata da Boralevi, in cui è approfondito  il tema dell’uso liturgico dei tappeti e le contaminazioni culturali che si sono create nel corso dei secoli nei contatti strettissimi fra islamismo, ebraismo, cristianità e reminiscenze  di culti sciamanici dell’Asia Centrale.
Foto di Daniel V. Kevorkian

Alberto Boralevi, tappeti, tessuti per il culto

Commento

  • Per me i tappeti erano oggetti assolutamente ignoti ed è stata una piacevole scoperta conoscere quante cose siano capaci di contenere: simboli, geometrie, passione creativa, bellezza.
    Anche l’Abbazia di Spineta e dintorni sono luoghi splendidi, inaspettatamente a pochi chilometri da casa. Davvero le cose belle sono a portata di mano e basta solo accorgersi di loro.

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