Tessil’Arte a Castelnuovo di Porto
Rientrando da Castelnuovo di Porto, dopo tre giornate dense di incontri e di stimoli, ho buttato giù due righe di commento e qualche appunto.

Tessil’Arte è un festival nuovo di zecca, voluto e coordinato dal comune e da Tessuti Sociali, l’associazione di promozione sociale coordinata da Astrid Cammerinesi che ha sede nella splendida Rocca Colonna, nel punto più alto del borgo. Un festival che ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento importante.
Ogni iniziativa al suo nascere è potenzialmente aperta a molti diversi sviluppi. Deve definire una propria identità, evitando di cristallizzarsi in formule ripetitive. Un compito impegnativo e stimolante.
Ma cos’è stato Tessil’Arte?
Un programma ambizioso che ha coinciso con una rimodulazione radicale dell’immagine di Tessuti Sociali, grazie al significativo apporto di un’agenzia di comunicazione: un lavoro di scavo sulle motivazioni e le esperienze maturate dal 2020 ad oggi.
Un programma articolato che ha visto due tavole rotonde, uno spettacolo, una conversazione con Francesca Rigotti, filosofa autrice di un noto saggio: “Il filo del pensiero” Milano, Il Mulino 2002, ristampato nel 2021 da edizioni Orthotes.
Ma anche una serie di laboratori pratici, la mostra Labirinti, la presentazione del laboratorio di Tessuti Sociali, la sfilata dei lavori prodotti nell’arco dell’anno e una vivace mostra-mercato in piazza.
Tutto questo in un finesettimana!
La nostra mostra Labirinti è stata allestita nei locali della Rocca ed è visitabile per tutto giugno. A corredo della mostra abbiamo stampato il catalogo, disponibile all’ingresso. Il percorso labirintico si trova nell’ultima sala, pochi osano entrarvi.

Sono rimasta particolarmente colpita dall’orgoglio e la competenza dimostrata dal giovane tessitore che ci ha mostrato il laboratorio di Tessuti Sociali, il ragazzo della foto.
Ugualmente ho molto apprezzato i workshops organizzati nelle piazze del borgo affinché il pubblico potesse riconoscere il valore del fare a mano in compagnia.
Molto coinvolgente è stata anche la Tavola rotonda che ha aperto, venerdì pomeriggio, il festival: sette interventi che hanno testimoniato metodologie ed obiettivi diversi, dalla “lanaterapia” di Gomitolo Rosa all’interno dei reparti oncologici, il lavoro con i bambini autistici, all’inserimento delle donne richiedenti asilo. Un ampio ventaglio di esperienze.
L’anno prossimo ci piacerebbe essere in piazza ad incontrare pubblico e colleghi e ripetere la piacevole esperienza di interagire con così tante persone impegnate a dimostrare come il lavoro manuale sia essenziale alla vita collettiva ed alla salute fisica ed emotiva delle persone.
Grazie ad Astrid che ci ha coinvolto!
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