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L’allievo prediletto di Botticelli: Filippino Lippo a San Gimignano

Angelo Madonna

 

 

 

 

 

Sabato 13 giugno a San Gimignano si inaugura la mostra dedicata a Filippino Lippi in occasione del restauro dell’Annunciazione, opera realizzata dall’artista in due tondi in cui uno è rappresentato l’Angelo Annunziante e nell’altro l’Annunziata.Maniche

Siamo alla fine del Quattrocento quando i Priori e i Capitani di parte Guelfa commissionano, per il Palazzo Comunale di San Gimignano, l’opera a Filippino Lippi uno dei più interessanti artisti emergenti del periodo. Allievo di Botticelli e lo si vede nel linearismo complesso e vibrante tipico del Maestro ma che risente anche l’influenza fiamminga.

I due tondi, riportati al loro autentico splendore, sono stati inseriti nelle cornici originali, anche esse oggetto di restauro, da dove erano stati separati anni addietro.

In un tondo troviamo, inginocchiato, l’Angelo Annunciante vestito con un abito color azzurro e avvolto dal mantello rosso annodato su un fianco. Il mantello riccamente panneggiato è rifinito da un prezioso bordo e, gonfio sulla schiena, dà dinamicità alla figura che invece in quel momento è ferma.

Nell’altro tondo, c’è la Madonna con i colori delle vesti invertiti rispetto a quelle dell’angelo. Alcuni ricchi dettagli ricordano la sua regalità: ha un abito rosso con larghe maniche decorato da fregi d’oro. Al di sotto di questo, un vestito color verde, il colore dello Spirito divino. L’abito, alla moda del tempo dell’artista, ha le maniche lunghe e aperte, allacciate alla veste con aghetti color oro. Di stoffa e colore contrastanti lasciano intravedere il lino candido della camicia sottostante.
Il mantello blu, come da tradizione, sta al di sopra di tutto: avvolge il corpo cadendo dalle spalle ed è ornato da fregi dorati che oltre a dare valore all’immagine rafforzano la tangibilità della forma.

I tessuti rifiniti con bordure d’oro erano tipici del Quattrocento, di derivazione araba erano utilizzati per arricchire indumenti di seta e di lana. Gli originali orientali contenevano scritte che potevano essere preghiere inneggianti ad Allah.
A volte venivano copiate senza saperne il reale significato ma solo per dare un tocco di esotismo alla rappresentazione, altre volte si utilizzavano scritte in latino con preghiere rivolte alla Madonna.

Alla mostra insieme ai tondi sono esposti disegni di mano del pittore provenienti dal Gabinetto Disegni e stampe della Galleria degli Uffizi e una serie di documenti relativi alla commissione della Annunciazione, facenti parte del ricco patrimonio dell’Archivio Storico Comunale di San Gimignano.

La mostra è curata da Alessandro Cecchi come il catalogo edito da Giunti arte mostre musei.

Pinacoteca Piazza Duomo 2, San Gimignano dal 13 giugno al 2 novembre 2015
Patrizia Casini – Graziella Guidotti

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