I dialoganti lavori di Federica Luzzi

Federica Luzzi: Black Shell Constellation
Federica Luzzi: Black Shell Constellation

Fino al 7 giugno presso Label201, a Roma, in occasione di Portuense201 Open Studios  sarà possibile vedere Black Shell Constellation, un lavoro in progress ( 2008 – 2013) di Federica Luzzi intrecciato in macramé  con corda di cotone, grafite e cera, allestito in occasione di una mostra dal nome intrigante: Affinità elettive, la distanza è pari a zero e ad infinito.

Confronto, relazione, dialogo: attraverso di essi riusciamo ad organizzare il pensiero, operare delle scelte, capire cosa ci interessi. Del resto la stessa fruizione dell’arte è spesso basata su giochi di rimandi, associazioni di idee, confronti  fra ciò che si presenta alla nostra attenzione e ciò che abbiamo già incontrato, conosciuto, sedimentato.
E’ naturale, si direbbe.
Due diversi curatori nei mesi scorsi hanno deciso di affidarsi a questo espediente retorico, coinvolgendo diversi artisti.
Curiosamente in entrambi i casi troviamo opere in macramé e tecniche di arazzo tridimensionale di una delle artiste più interessanti della sua generazione, Federica Luzzi.

Oltre alla mostra prima citata, nella quale il lavoro dell’artista romana è posto in colloquio con le sculture in gomma di vecchie camere d’aria di Paolo Canevari, al Musee Jean Lurcat et de la tapisserie contemporaine di Angers, dal 25 gennaio al 18 maggio è stata  allestita un’altra sua opera  con criterio analogo. In quel caso la curatrice Françoise de Loisy aveva stabilito di far dialogare  lavori della collezione permanente  con quelli selezionati in occasione di Artapestry3  Allers-Retours.
Black Shell, un lavoro della Luzzi del 2009, è stato messo a confronto con Hommage à Jean-Sébastien Bach, un lavoro di Jagoda Buic del 1972. Due lavori aggettanti e materici, essenziali nelle scelte cromatiche, entrambi solcati da grandi fenditure, possenti e ritmiche quelle dell’artista croata, più introspettive  nel lavoro della Luzzi.  I tagli, nel lavoro di quest’ultima, creano un varco fra bidimensionalità e apertura verso il mondo.

Quest’anno l’artista romana è stata moto attiva e presente nella scena internazionale: la sua opera The White Middle Sea è stata presentata nel mese di giugno in occasione di Nexus miniature 2014- International Fiber Work’s expressions, una mostra curata da Kakuko Ishii presso la galleria Creators’ Ark, Munakata-city, Fukuoka in Giappone. Dal 22 marzo all’ 11 maggio l’opera era stata esposta presso il Kurogawa Inn Museum, Kyousei-no-Sato Asakura-shi Fukuoka. Un museo aperto nei locali che fino a vent’anni fa ospitavano una scuola elementare e la cui ristrutturazione mantiene aspetti dell’uso originario.

Federica Luzzi White earth shell
Federica Luzzi: White earth shell

Un altro importante traguardo è consistito nel Premio Montrouge.  Da dieci anni, il comune di Montrouge accoglie la mostra d’arte internazionale Miniartextil.

White Earth Shell, un lavoro in corda di lino intrecciata a macramé da Federica Luzzi nel 2014 è stato selezionato dalla commissione presieduta da Luciano Caramel, Mimmo Totaro, Nazzarena Bortolaso ed è stata acquisita dalla città, entrando a far parte delle collezioni del municipio.

Agers, Artapestry, Federica Luzzi, Label201

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