La bellezza ferita

“Siena ti apre un cuore più grande” della porta che stai attraversando.
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Queste parole sono incise sulla Porta Camollia che introduce in città da nord, percorrendo la via francigena e sono tuttora attuali: lo dimostrano le tante iniziative e i numerosi eventi che si susseguono con regolarità specialmente nel Centro museale e culturale più importante della città, Santa Maria della Scala.
Verso l’anno mille lungo il tracciato della via francigena venne istituito dai canonaci del Duomo di Siena, e davanti al Duomo, un luogo di assistenza ai malati, di ricovero per i poveri, cura per i bambini bisognosi e soprattutto accoglienza ai pellegrini che numerosi, durante il Medioevo, da lì transitavano per raggiungere Roma.
Le iniziali costruzioni diventarono con il tempo un articolato complesso architettonico che ospitò uno dei più antichi e grandi Ospedali europei mantenendo l’originario nome di Santa Maria della Scala.
Alla fine del XX secolo una parte dell’antica struttura è stata trasformata in Centro museale e culturale con ruolo polivalente aperto a manifestazione molto varie.
In questi mesi il centro è diventato di nuovo un luogo di accoglienza, di ricovero e di studio per la cura non di poveri, di pellegrini o di bambini bisognosi ma di opere d’arte che necessitano di interventi di restauro.
Nelle suggestive sale, grazie ad una inedita collaborazione, hanno infatti trovato alloggio con il titolo di “La bellezza feritala speranza rinasce dai recupero-opere-chiesa-san-pellegrino_fotovvffcapolavori della città di San Benedetto” le opere d’arte della diocesi di Norcia danneggiate dal terremoto del 26 e 30 ottobre 2016. Il riferimento a San Benedetto non è casuale: sia Siena che Norcia sono unite da profonde motivazioni spirituali legate ai natali dei fondatori degli Ordini  Benedettini.
Dopo aver trovato ricovero nei depositi umbri alcune opere con ancora evidenti le ferite provocate dal terremoto – danni di perdite più o meno gravi, spaccature, strappi, abrasioni, polvere, segni di gocce d’acqua piovana- sono state trasportate a Siena per un’esposizione documentarimg_20161223_122454ia dovuta all’iniziativa dell’Arcivescovo di Spoleto-Norcia in collaborazione con la Soprintendenza dell’Umbria e promossa dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Siena, dal Rettore dell’Opera della Metropolitana di Siena, sostenuta dal Sindaco e con il supporto organizzativo di Opera-Civita.
Lungo il percorso disegnato dall’esposizione in Santa Maria della Scala insieme a pale d’altare, immagini di Santi, sculture di marmo e di legno dipinto si può ammirare una “Madonna vestita”: così viene definita l’immagine della Vergine vestita con abiti di stoffa simili a quelli indossati dalle donne per le feste. Le Madonne vestite sono immagini con una struttura portante “a burattino” di legno e metallo opportunamente imbottita per assumere le fattezze di un corpo di donna. Quella esposta risulta vestita con un lungo abito di raso bianco preziosamente ricamato con sete policrome e oro. Vicino a lei il Bambinello, anche lui con un vestitino di raso bianco rimg_20161223_122521icamato con sete policrome e oro. Le due opere risultano recuperate dalle rovine della chiesa di San Pellegrino nella località che ha lo stesso nome. Nella parete accanto è appesa la commovente immagine del vigile del fuoco che esce dalla porta della chiesa e porta in salvo Gesù Bambino. Lo tiene in braccio con tale attenzione e tenerezza da farlo sembrare un bambino vivo.
L’esposizione dà la possibilità di apprezzare da vicino tanti particolari che nei luoghi di culto sfuggono sia per la distanza che per l’illuminazione spesso non favorevole. Con il punto di vista ravvicinato permesso dalla collocazione delle opere nell’esposizione possiamo valutare ogni particolare, ad esempio, della confezione e del motivo decorativo della mantellina di San Rocco, o dei preziosi ricami sul bordo del piviale di Sant’Eutizio nella omonima pala d’altare con la madonna in trono.
L’esposizione delle opere ferite dal terremoto continua nella “Cripta” sotto al pavimento del Duomo. Vicino adimg_20161223_123501 ogni opera la proiezione del filmato fatto dai Vigili del Fuoco illustra le operazioni di scavo e recupero. Si sentono bene anche gli originari cupi rumori che insieme alle immagini proiettate sulle pareti medioevali, con pietre a vista, aumentano il senso di distruzione, sgomento e dolore.
Tutto contribuisce a far rivivere il terribile dramma che ha colpito nello stesso tempo le popolazioni e il patrimonio storico-culturale raccolto in secoli di impegno civile e religioso.

L’esposizione è stata voluta per far conoscere il territorio di Norcia e le sue opere al pubblico internazionale che si reca a Siena e per far vivere al visitatore, almeno in parte, la drammatica
esperienza provocata dal terremoto e i disagi e le necessità che ne derivano. “Inoltre intende sensibilizzare le coscienze nel contribuire al restauro e al sostegno verso le popolazioni colpite dal terremoto”.
I promotori e gli organizzatori hanno già destinato un contributo economico all’Archidiocesi di Spoleto-Norcia per il restauro delle opere d’arte e per il sostegno alle popolazioni colpite dal sisma, ma sperano che la generosità dei visitatori consenta di accrescerlo in maniera proporzionata alle necessità, perlomeno a quelle più urgenti.

Graziella Guidotti

 

tessuti liturgici

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