Autore: Graziella Guidotti

Un’etichetta tessuta abbellisce la bottiglia magnum del vino Carmignano docg

programmaAllo scopo di sviluppare la produzione e proteggere la qualità dei vini considerati di qualità superiore e di gusto eccellente, il 24 settembre del 1716 Il Granduca Cosimo III emana il bando Sopra la Dichiarazione dé confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra, zone agricole già al tempo, e chissà da quanti secoli, specializzate nella coltivazione delle viti e nella produzione del migliore vino che si potesse gustare nel Granducato.
Alle illuminate intuizioni di governo di Cosimo III si deve quindi l’istituzione delle prime Denominazioni vinicole al mondo: un provvedimento che ha anticipato di secoli quelli che hanno portato alle AOC francesi, alle DOC italiane e a tutte le altre diffuse in Europa e negli altri continenti.
Artimino, nel centro della zona vitivinicola di Carmignano festeggia i 300 anni del bando di Cosimo III nella maestosa villa medicea la Ferdinanda, detta la villa dai Cento camini, un tempo dimora di caccia del Granduca e oggi, insieme alle altre ville medicee, patrimonio dell’UNESCO per il suo grande valore storico e artistico.

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Benozzo Gozzoli a San Gimignano

Pala di Santa Maria Maddalena 1466
Pala di Santa Maria Maddalena 1466

Senza la sua straordinariamente prolifica attività di pittore l’ambiente di vita e la moda colta e raffinata della Firenze del XV secolo non risulterebbero documentati con altrettanta ricchezza. Anche gli accessori più piccoli risultano curati con attenzione nei più minuti particolari.
È questo il concorde giudizio su Benozzo Gozzoli (1420 1497) uno dei maggiori rappresentanti della seconda generazione del Rinascimento fiorentino. Un pittore che nelle sue opere coniuga la padronanza della prospettiva appresa dal Ghiberti con il quale collaborò alla Porta del Paradiso del Battistero di Firenze, la limpida purezza dell’Angelico del quale fu collaboratore a Firenze e a Roma nella Cappella Niccolina nei Palazzi Vaticani, il ricco decorativismo di Gentile da Fabriano approfondito sui modelli fiamminghi ed iberici e non ultimo il fascino degli arazzi borgognoni dei quali Piero e Giovanni de’ Medici risultano ammirati acquirenti e collezionisti fin dal 1447.

Questi influssi sono evidenti nella Cavalcata dei Magi della Cappella di Palazzo Medici-Riccardi ma persistono

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Matilda di Canossa, 1046-1115, la donna che mutò il corso della storia.

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Matilda di Canossa con Anselmo d’Aosta, arcivescovo di Canterbury. Miniatura da Orationes sive meditationes di Anselmo di Canterbury.

Matilde di Canossa oggi è definita “Protofemminista del Romanico”, “Femminista ante litteram”, “Antesignana del moderno femminismo”.  Anche se sembra strano tutte queste definizioni le si addicono perfettamente perché durante la sua lunga e tumultuosa vita promuove lo studio del Corpus iuris civilis di Giustiniano il quale riconosce alle figlie femmine diritti di proprietà uguali a quelli dei figli maschi: fornisce così alle donne europee e statunitensi un appiglio legale per rivendicare il diritto alla proprietà e alla sua amministrazione, un diritto che ancor oggi è negato in molti Paesi del mondo.

La fama di Matilda inizia nel 1077 quando l’imperatore Enrico IV, come ci ricordano le nozioni scolastiche, fu costretto ad umiliarsi in lunga attesa, inginocchiato e a piedi nudi nella neve

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La seta ri“veste” gli elettrodi impiantati nei nervi del corpo dell’uomo

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Mano robotica. Istituto di BioRobotica, Scuola Superiore Sant’Anna

Seta, un suono che evoca fili delicati e tessuti preziosi, ma la seta non è solo questo.

Basta andare in Palazzo Medici Riccardi a Firenze per averne conferma. Nelle sale al piano terra dello storico palazzo che accoglie tanti capolavori d’arte del passato, si può godere di una mostra inaspettata: “Nexsus. L’incontro tra macchina e umano nell’immaginario, nella tecnica e nella scienza contemporanei”.

Oggetto della mostra è la ricerca per la protesi Life Hand 2, una mano bionica sensibile, cioè una protesi in grado di trasmettere al cervello informazioni molto simili a quelle trasmesse dalla pelle delle dita.

Il collegamento fra mano artificiale e cervello è reso possibile dall’impianto di sottili elettrodi nei nervi del moncone del braccio. Questi elettrodi non possono alloggiare a lungo nel corpo dell’uomo senza provocare pericolose crisi di rigetto. Prima dell’impianto vengono perciò completamente ri”vestiti”, con una gelatina ottenuta facendo sciogliere le fibre di seta con un appropriato procedimento chimico.

La seta, la fibra più vagheggiata e desiderata dall’uomo

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Il gran ballo di Firenze Capitale

SartiUn grande foulard, una sciarpa o meglio uno scialle, affollato di scritte, immagini e colori che celebrano i 150 anni di Firenze capitale d’Italia: é questo il dono che la stilista Monica Sarti, della prestigiosa tessitura Faliero Sarti, ha fatto al Comune di Firenze in occasione della presentazione del volume “Il Gran Ballo di Firenze Capitale”.

Così narra la stilista la sua esperienza “l’occasione, e l’emozione, di entrare nel pieno di un periodo storico denso di avvenimenti, dove la moda, gli abiti, i suoi raffinati accessori, i tessuti, venivano curati e scelti con grande attenzione.

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HERITAGE storie di tessuti e di moda,

Francia, sec. XVIII, primo quarto. Lampasso lanciato, broccato; seta argento filato e lamellare
Francia, sec. XVIII, primo quarto. Lampasso lanciato, broccato; seta argento filato e lamellare

HERITAGE storie di tessuti e di moda, è il titolo della mostra che il Museo del Tessuto di Prato offre ai visitatori in occasione di quaranta anni di attività.

Nato nel 1975 per offrire esempi di tessuti delle epoche passate ai giovani dell’Istituto Tecnico Industriale Tullio Buzzi e come supporto ai disegnatori tessili del distretto di Prato, dopo varie collocazioni ha trovato una sede definitiva e si potrebbe dire “naturale” presso l’ex opificio tessile Campolmi un grande spazio all’interno delle antiche mura medioevali.

“Negli ultimi quindici anni di attività le collezioni del Museo si sono accresciute notevolmente, grazie a centinaia di atti donativi da parte di enti, aziende, associazioni, cittadini e cultori della materia. Il fondo di tessili antichi – costituitosi con la prima, grande donazione da parte dell’imprenditore Loriano Bertini – è in continua crescita, e rappresenta oggi

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Settembre in Piazza della Passera a Firenze

GIUSTOSponga
Marialuisa Sponga Archi, “Il mestolo di Chopin, 2013.

In Oltrarno, a 50 metri da Piazza Pitti in un vecchio rione caratterizzato da un dedalo di viuzze strette e tortuose, si apre un piccolo slargo di forma trapezoidale. Da pochi lustri questo slargo ha visto ufficializzata dal Comune di Firenze la sua denominazione popolare di Piazza della Passera.

La piazza si caratterizza perché propone, grazie all’attivismo dei residenti, interessanti iniziative.

La manifestazione culturale più importante “Settembre in Piazza della Passera” patrocinata dal Comune di Firenze, dalla Trattoria 4 Leoni e dall’Associazione culturale In Piazza, si svolge ormai da 15 anni, nella prima metà di settembre.

La rassegna si inserisce nel programma dell’Estate Fiorentina e quest’anno dal 8 all’11 di Settembre è stata dedicata alla poesia e alla musica.

Ci è capitato di scorgere di sfuggita, in mano ad uno degli organizzatori, un foglio ed abbiamo creduto di vedere il disegno di alcuni rimettaggi per tessitura.

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Zafferano farmaco condimento essenza ma anche colorante per tessuti

Zafferano in fiore: sono evidente gli stimmi rossi “ Et dee l’huomo prendere quello che sia rosso et che non sia mischiato d’altre cose gialle”, Ser Zucchero di Bencivenni, XIV secolo
Zafferano in fiore: sono evidente gli stimmi rossi “ Et dee l’huomo prendere quello che sia rosso et che non sia mischiato d’altre cose gialle”, Ser Zucchero di Bencivenni, XIV secolo

Un interessante intervento di recupero e valorizzazione permette di ammirare, all’interno del bel Complesso di Santa Chiara a San Gimignano, una delle farmacie più antiche della Toscana: la Spezieria di Santa Fina e il relativo Orto per la coltivazione delle erbe officinali che un tempo costituivano la base per la preparazione dei rimedi curativi.

Si può ammirare la vecchia “cucina”, il luogo dove si preparavano i medicinali, e la “bottega”, l’ambiente dove si vendevano i prodotti, arredate con vecchie attrezzature e numerosi contenitori di ceramica e di vetro con l’insegna della spezieria: alcuni contengono ancora rimanenze di vecchi medicamenti.

L’Orto è evocato, nel prato prospiciente la bottega, da fioriere create per mettere a dimora piante e fiori usati dall’antica Spezieria. Il suo percorso, una vera e propria esperienza sensoriale, porta il visitatore

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La divina bellezza– Discovering Siena

La Divina Bellezza – Discovering Siena è il primo progetto di history telling in Italia. Uno show di video proiezioni 3D che, su una superficie di 800 metri quadrati e con ogni immagine che pesa 6 milioni di pixel, fa rivivere la storia di una delle più belle, affascinanti e amate città, Siena, e i sogni e le passioni del suo popolo che sa alternare alla serena vita quotidiana il Palio, “gioioso e folle rito di antiche competizioni cavalleresche”.

Buon gov

Siena nel 1200 e fino al 1348 è una delle città più dinamiche e ricche. I suoi banchieri e mercanti commerciano fino in Fiandra, Inghilterra, Bisanzio e dominano la finanza internazionale; nel terzo decennio del 1200 diventano perfino banchieri della Curia Papale romana, “delle somme Chiavi”. I loro successi e la loro prosperità rinfocolano di continuo la secolare rivalità con Firenze. Dopo il 1348, anno della terribile peste, insieme alla perdita della supremazia finanziaria inizia

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Carlo Dolci e l’iperrealismo dei suoi tessuti

AinolfoUna bella mostra è stata inaugurata a Firenze alla Galleria Palatina: Carlo Dolci Firenze 1616-1687.
Artista molto apprezzato dalla critica a lui contemporanea “per le sue opere eseguite con impeccabile diligenza”, Carlo Dolci era affascinato dai dipinti dei maestri che lo avevano preceduto e da quelli del suo tempo. Spesso il suo lavoro veniva interpretato come semplice imitazione, carente di fantasia personale. Infatti, Filippo Baldinucci, anche se lo considera il pittore fiorentino più importante del Seicento dice che è un pittore unico nel suo genere tra i toscani del tempo nell’esecuzione dei dipinti “preziosi” e “diligenti” nei quali tutto era “imitato in modo si stupendo” (… e vero) che l’occhio ne rimanesse (ingannato).

Questa sua capacità descrittiva e questo suo modo di dipingere che potremmo dire “iperrealista” ha permesso una dettagliata rappresentazione di oggetti, gioielli, tessuti, e

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