La seta ri“veste” gli elettrodi impiantati nei nervi del corpo dell’uomo

Seta, un suono che evoca fili delicati e tessuti preziosi, ma la seta non è solo questo.
Basta andare in Palazzo Medici Riccardi a Firenze per averne conferma. Nelle sale al piano terra dello storico palazzo che accoglie tanti capolavori d’arte del passato, si può godere di una mostra inaspettata: “Nexsus. L’incontro tra macchina e umano nell’immaginario, nella tecnica e nella scienza contemporanei”.
Oggetto della mostra è la ricerca per la protesi Life Hand 2, una mano bionica sensibile, cioè una protesi in grado di trasmettere al cervello informazioni molto simili a quelle trasmesse dalla pelle delle dita.
Il collegamento fra mano artificiale e cervello è reso possibile dall’impianto di sottili elettrodi nei nervi del moncone del braccio. Questi elettrodi non possono alloggiare a lungo nel corpo dell’uomo senza provocare pericolose crisi di rigetto. Prima dell’impianto vengono perciò completamente ri”vestiti”, con una gelatina ottenuta facendo sciogliere le fibre di seta con un appropriato procedimento chimico.
La seta, la fibra più vagheggiata e desiderata dall’uomo