Un ricordo di Wanda Casaril
Un’altra grande artista tessile ci ha lasciato.

Nella sua vita Wanda Zamichieli Casaril (Casaril è il cognome del marito), ha percorso tutte le tappe di tale arte: allieva negli anni in cui fin dalle elementari iniziavano gli insegnamenti artistici, poi insegnante, artigiana e artista cimentandosi nelle diverse tecniche dai tappeti e arazzi alla fiber art, praticando una sua personale versione del merletto, in opere realizzate con cuciture in filo di cotone a macchina su carta dopo una meticolosa progettazione.
Raccontava come l’arte tessile sia stata sempre considerata dalla critica un’arte minore a confronto con altre arti più rinomate come la pittura e la scultura.
Dotata di grande umanità, è sempre stata disponibile a trasmettere la sua esperienza ed insegnamenti, nei suoi numerosi viaggi in India e partecipando ad attività di volontariato in gruppi di persone afasiche.
Ha inserito la sua visione ecologista e il suo amore per la natura nelle molte opere da lei dedicate ai giardini ed è stata vicina alle battaglie ecologiste per una Venezia non sommersa da un turismo mordi e fuggi. La bandiera No grandi navi ha sventolato per molti anni dal balcone della sua abitazione.
Il Coordinamento Tessitori l’ha avuta per alcuni anni fra i suoi soci, una sua intervista è presente nei numeri 1 e 2 del 2014 mentre il recente numero 1 del 2025 ospita la recensione del catalogo delle sue opere: Wanda Casaril l’eccellenza non è un regalo realizzato da Rosanna Boraso per le edizioni Mazzanti Libri.
Francesca Brandes ha scritto un lungo ricordo in memoria di Wanda Casaril link









