Suggestioni e idee tessili nei dipinti di un pittore

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Grandi, coloratissimi quadri del pittore Gioacchino Pontrelli, sono attualmente in mostra alla TornabuoniArte di Firenze. Rappresentano stanze nelle quali si dispiegano e sovrappongono, in incredibile numero e con straordinaria ricchezza di forme e colori, i complementi d’arredo che meglio si prestano a rendere confortevole l’ambiente di vita dell’uomo: tendaggi, tappeti, pannelli, cuscini, stoffe da rivestimento su sedie e divani, drappeggi di ogni forma e dimensione. I disegni, a righe, geometrici, naturalistici, di fantasia e senza forma riconoscibile, anche se curati e in qualche caso studiati nel “rapporto” di ripetizione, non sono dettagliatamente descritti ma, spesso, suggeriti da campiture dense alternate a stesure quasi trasparenti. Forse proprio l’utilizzazione estremamente libera della materia pittorica conferisce loro la forza evocativa che li rende suggestivi e di grande stimolo per il visitatore.

Il percorso segnato nella galleria dai quadri si trasforma, magicamente, nel percorso lungo una immaginosa strada “la strada dei disegnatori tessili”: come se si potesse ammirare l’interno degli ambienti di vita degli addetti ai lavori attraverso le finestre spalancate in un giorno pieno di sole.

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In alcuni dipinti l’affollata presenza tessile si apre e lascia vedere, a contrasto, brani di natura, quasi ad indicare l’altro spazio indispensabile per la vita dell’uomo. Ma, anche se tutto sembra pronto per accoglierlo, l’uomo rimane il grande assente e solo in un quadro è rappresentata una coppia, fedele citazione di una cultura lontana la cui attenta precisione risulta sottolineata dalla libertà della tecnica pittorica utilizzata dal pittore per lo sfondo.

Il disegno facilmente interpretabile dei tessili è accompagnato e a volte interrotto da stesure cromatiche prive di forme riconoscibili, quasi forme organiche realizzate con stesure cromatiche consistenti e sature che gradatamente scolorano in liquide trasparenze.

Superfici pittoriche così strutturate, che oscillano tra forme definite e forme indefinite in un affollato spazio visivo, in qualche modo riflettono il nostro intrigato mondo digitale, ma anche la nostra complessa cultura e una memoria che somma esperienze millenarie.

Queste le osservazioni che hanno suggerito a due studiose e creative tessili le affascinanti opere pittoriche di Gioacchino Pontrelli.

Patrizia Casini – Graziella Guidotti

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