Incontriamoci!

Utilizzare le rimanenze: questo è il tema che ha innescato mille discussioni e divagazioni sulla tessitura, nella prima mattinata di video incontri organizzati dalla nostra associazione sulla piattaforma Zoom.

L’invito era stato diffuso lo scorso 14 aprile, tramite la newsletter inviata a tutti coloro che vi si sono registrati; un ulteriore annuncio è stato inserito sulla pagina Facebook.

Non eravamo tanti, ma comunque abbastanza per rodare il progetto, verificare il piacere di incontrarsi e la fattibilità del progetto. Fra le tante cose discusse anche quale giorno ed orario sia da preferire per i prossimi incontri.

Ma venendo ai contenuti: l’incontro è iniziato con una presentazione sull’uso delle rimanenze: due sciarpe, acquistate anni fa da due diversi tessitori a mano, hanno fornito lo spunto. E poi, sulla traccia del progetto Weave-Along with Tien and Janet, seguito nella primavera scorsa, l’argomento è passato ai filati ed alle loro caratteristiche tecniche.

Uno degli spunti emersi è quanto possa essere ricca la “semplice tela”. Marina Costantino giustamente faceva presente che “chi sceglie la tela ha scelto di giocare con il materiale. L’intreccio della tela esalta il materiale ed il colore”, mentre Cristina Busnelli ricordava che tessere tela è anche decisivo, qualora si voglia realizzare un prodotto artigianale nel quale i costi di lavorazione siano meno gravosi.

L’importanza del redigere una scheda per ogni campione tessuto e serbare i dati di lavorazione è stata sottolineata da Lidia Miotto: per quanto possa sembrare un lavoro noioso ed impegnativo fornisce un archivio al quale fare riferimento nel tempo.

E’ questo l’obiettivo del progetto lanciato da Eva Basile: creare una sorta di database collettivo delle caratteristiche dei filati disponibili alla comunità di tessitori in Italia. Annotare la resistenza, lavabilità, la possibilità di essere usati in ordito, la densità che devono avere!
Un lavoro arduo se lo deve fare una sola persona, realizzabile se ci partecipa un’ampia comunità.

In quest’ottica sarebbe molto interessante far conoscere le caratteristiche dei filati frutto dei progetti di valorizzazione delle diverse razze ovine.

La presentazione verrà inserita appena possibile nell’area riservata.

Si è poi continuato parlando a 360 gradi di riuso: Patrizia Polese ha ricordato il progetto Talking Hands, che vede fra gli altri il lanificio Paoletti impegnato in una politica di riuso e di inclusione. Cristina Busnelli ha citato il progetto Quid, un’altra importante iniziativa sul tema.
Si notava come l’uso di rimanenze e piccolissime partite sia spunto per creare opere uniche ed irripetibili, come vi sia un’estetica dell’episodico e del ‘diseguale’!

Maria Tavares ha raccontato come usi le rimanenze ed i calzini spaiati per impegnare l’anziana madre in un lavoro creativo che le dia la gioia di saper fare qualcosa con le mani, nonostante l’età avanzata e la progressiva perdita di autonomia.
L’uso delle tecniche tessili per il benessere e l’inclusione sono un tema importante, al quale si vuole dedicare un numero tematico di TessereAMano.

Ma veniamo a noi! A cosa si può fare collettivamente in vista del prossimo incontro online: Rosa Bisio Carrea ha comunicato che cercherà di realizzare lavori scavando in magazzino in cerca di avanzi, stessa cosa ha promesso Marina Costantino!
Che dite, ci diamo appuntamento tutti con questo obiettivo?

 

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