Mostra: Innovazioni colte su Tessuti paesani di Graziella Guidotti

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Data / Ora
Date(s) - 20/07/2019 - 23/08/2019
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Luogo
Villa La Sforzesca

Categorie


 

La mostra si svolge nell’ambito di Arte in Villa 2019  con il seguente orario:
giorni feriali: 15.00 – 17.00, festivi 10.00 – 12.00. Info: 3334741059
La Villa si trova a sinistra sulla strada che dalla Cassia porta a S.Giovannino delle Contee.

Ecco la presentazione che ne ha fatto il critico Marco Fagioli:

Che nell’arte esista un progresso è un mito che ha resistito fino al Novecento, ma che l’avvento delle Avanguardie storiche e del pensiero antropologico hanno ormai decisamente demolito.

Non è facile tuttavia accettare l ’idea che tra una statuetta di donna nuda, le cosiddette Veneri del paleolitico superiore e l’Afrodite Cnidia di Prassitele, oppure tra una pittura rupestre, un bisonte della Grotta di Altamura, e un dipinto di Picasso non si tratti di forme testimonianti la storia di un progresso, quanto invece di espressioni di pari valore di culture diverse.
Il dominio ideologico del classicismo fondato sulla concezione del Bello Ideale e delle sue regole, nonostante sia stato totalmente smentito dal corso dell’arte moderna, è duro a morire e permea ancora il nostro modo di pensare.
Eppure basterebbe guardare la produzione di manufatti che l ’ideologia colonialista occidentale ha definito “arte etnica tribale”, (manufatti dell’Africa, dell’Oceania, del Sudamerica e di quella europea che viene definita “arte popolare”), per avvertire che ogni espressione di cultura visiva e di forme ha le sue leggi, i suoi valori, i suoi esiti di qualità estetica.
Graziella Guidotti che è stata docente di Arte del Tessuto all ’Università di Architettura e all’Istituto d’Arte di Firenze, scuole di grande valore nella cultura artistica fiorentina del Novecento, da più di mezzo secolo pratica con grande rigore e preparazione l’arte del tessuto. Con questa arte ha realizzato i suoi racconti.
Dopo aver interpretato e illustrato con immagini tessili: “la storia della Castellana di Vergì” e “Flabelli e ventagli”, un altro capitolo importante del suo impegno non solo d’artista ma di ricercatrice appassionata di storia materiale antica, è rappresentato dalle innovazioni sui tessuti con disegno paesano oggi in mostra.

Partendo dai ricordi dell’infanzia, quando i tessuti più preziosi e utili erano quelli a protezione del sonno in forma di pesanti coperte che implicavano aspetti economici ed estetici ma anche credenze magico-religiose augurali espresse attraverso lo snodarsi delle linee del disegno, Graziella ha compiuto un percorso duplice in due opposte ma sincretiche direzioni: un viaggio nel passato, la riscoperta di tecniche e decori millenari, e un viaggio verso il futuro, la creazione di proprie personalissime espressioni, riutilizzando tali tecniche nella sua attività di artista tessile. Il risultato è senza dubbio sorprendente, un’arte antichissima che si rinnova generando sempre se stessa in nuove forme.
Non sto qui a descrivere e neppure ci riuscirei, un’arte antichissima che si rinnova generando sempre se stessa in nuove forme, e neppure il complesso e paziente lavoro di tessitura che ognuna di queste opere cela e i materiali anche questi millenari che Graziella usa, ma va segnalato come in tutte le manifestazioni delle forme dell’arte sia il materiale utilizzato e la tecnica stessa che ne determinano, in buona parte, il linguaggio espressivo.

L’esercizio quotidiano dell’arte delle origini della civiltà e della cultura, la tessitura, ha permesso a Graziella di rivisitarne la storia penetrando i segreti più nascosti dei manufatti e da questa conoscenza è partita per tessere il suo racconto: l ’ordito è verticale, come il corso del tempo, la trama è orizzontale come fermata nel presente. Dall’intreccio ortogonale di ordito e trama, e dalla profonda conoscenza dei tessuti paesani sono stati elaborati su un apparato di base di pochi moduli, generalmente quattro, le opere in mostra.
È ovvio che per ottenere motivi nuovi e con risultati espressivi al passo con il gusto del tempo tutte le conoscenze, anche le più antiche, sono state utilizzate con grande libertà. Ne è risultata una innovazione colta che si sviluppa in espressioni sempre nuove fino ad allontanarsi, a volte per maggior ricercatezza e raffinatezza, dalle rustiche e semplici testimonianze collezionate dalla studiosa in decenni di ricerche.

Il lavoro di analisi tecnica e morfologica dei tessuti paesani, anche grazie alla collaborazione con archeologi alla ricerca delle risorse pratiche delle antiche culture materiali, ha permesso a Graziella di risalire agli intrecci più arcaici in reperti che attraverso testimonianze rinascimentali e l ’arte copta giungono ad epoca precedente quella cristiana, fino alle stoffe cinesi del primo periodo Han.

La storia custodisce il segreto dell ’unicità dell ’evoluzione di questa semplice e geniale tecnica che permette di ammirare sia sul diritto come sul rovescio disegni complessi perfettamente simmetrici, equilibrati e armoniosi. Disegni che esprimono bellezza dal punto di vista estetico ma, distesi sul letto matrimoniale, si caricano di significati di buon augurio per unioni durature e felici, ricche di benessere e di numerosa prole.
Ho scritto in altra occasione come Graziella ha unito nel suo lavoro alla conoscenza profonda delle tecniche tessili quella non meno attenta alle correnti artistiche moderne e attuali, risultate decisive per fare scelte formali e coloristiche consapevoli. Così questi tessuti dai titoli più suggestivi, L’Olimpo di Penelope, L’ordine dell’universo, Crescita, Stagioni, Percorsi inattesi, Acquario, si parano di fronte a noi come un caleidoscopio magico di colori e di forme: chissà che Graziella non abbia scoperto l ’origine del mondo!

Marco Fagioli, Giugno 2019

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