Velieri, grandi storie di mare

Il soffio del vento che gonfia le vele, la brezza e il profumo del mare, pirati, bucanieri, corsari, mari sconosciuti e isole custodi di favolosi tesori; ma anche le grandi esplorazioni alla scoperta dell’ignoto e alla ricerca di nuove terre e di nuove culture per soddisfare il desiderio di conoscenza insito nell’uomo e, non ultimo, per ampliare i commerci e renderli sempre più lucrosi.

Leggende e storia si intrecciano nella nostra mente sollecitata dalla mostra ”VELIERI grandi storie di MARE” aperta fino al 16 settembre 2018 presso la Fondazione Culturale Hermann Geiger a Cecina (Livorno). “Racconta le imprese di alcune celebri navi del passato, dalla Golden Hind alla Victory, dalla Santa Maria  all’Endeavour,

protagoniste insieme ai loro comandanti di avventure straordinarie in quelli che furono gli anni d’oro della navigazione a vela”. I tanti modelli esposti, più piccoli ma perfettamente uguali ai velieri di un tempo, gli strumenti scientifici, i numerosi oggetti legati alla navigazione, un’ampia documentazione storica e fotografica e un allestimento appropriato e stimolante richiamano in tutti i visitatori i ricordi più incredibili.

Si snodano sotto i nostri occhi le rotte dei velieri, le popolazioni incontrate e le loro culture, i progressi della tecnologia costruttiva per dominare, a vela, le onde: sembra impossibile che imbarcazioni di dimensioni tanto ridotte abbiano attraversato e vinto la furia degli oceani.

L’esperienza d’uso
delle vele al tempo dei velieri in mostra, 1400/1800, è ormai collaudata; gli studiosi ritengono che conti più di ottomila anni di sperimentazioni e conoscenze. Nell’arte egizia ne abbiamo una notevole documentazione a partire dalla metà del IV millennio a.C.. Un tessuto finissimo di lino risulta dipinto con due navi di cui una a sette remi con i relativi rematori e l’altra con un solo rematore e, sulla destra, una  traccia di colore nero che può far intuire la presenza di una vela
legata in alto.

In un papiro del Nuovo Regno (1540-1070) sono invece rappresentate “due imbarcazioni con otto e dieci vele raccolte in alto. I marinai che le manovrano appaiono nudi mentre altri indossano bianchi gonnellini al ginocchio”.  Gli Egiziani erano specializzati nella lavorazione del lino, le loro tessiture, anche quelle molto antiche sono così perfette e sottili che sono state definite Aria tessuta. Quindi tutto lascia pensare che le numerose vele rappresentate siano fatte con il lino come l’abbigliamento e i tessili delle dimore.

Le vele, conosciute ed utilizzate in tutti i continenti,  potevano essere tessute con qualsiasi fibra vegetale infatti sono tutte ugualmente indicate per l’uso in mare perché non reagiscono in modo negativo quando sono bagnate, ansi la loro tenacità aumenta. Il cotone fino al 1600 non era diffuso, risultava prezioso proprio perché di difficile reperibilità, soltanto i più ricchi potevano permettersi di possedere qualche capo di questa morbida fibra. La biancheria per la persona e per il letto era di norma confezionata con fibre di canapa, lino, ginestra, ortica. Il cotone diventa una fibra per tutte le classi sociali con la scoperta dell’America e l’arrivo dei velieri con i loro grandi carichi.

Nella mostra VELIERI grandi storie di MARE le spezie contribuiscono a dare un quadro vivo delle merci trasportate e commercializzate con gradi profitti. Sono proposte in mostra in trasparenti contenitori forati che permettono di valutare aspetto, colore e in particolare permettono di apprezzarne il profumo. Vicino alle spezie, un altro prodotto prezioso i bioccoli di cotone. L’importazione di grandissimi quantitativi in Inghilterra richiese per filatura e tessitura nuove e più veloci tecnologie produttive che innescarono un progresso in continua evoluzione. L’evoluzione tecnologica del modo tessile, in particolare quella per la lavorazione del cotone, con le sue continue invenzioni, portò un notevole contributo allo sviluppo e all’affermazione della Rivoluzione Industriale e quindi al perfezionamento dei telai che prima diventarono meccanici, poi automatici ed oggi in versione elettronica sono in uso per la produzione industriale. Il telaio per lavorazioni artigianali di pregio, definito anche telaio di legno che noi appassionati “tessitori” utilizziamo ancora oggi, prevede invece le stesse attente operazioni che le nostre nonne hanno eseguito per secoli con grande cura.

 

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